martedì 31 maggio 2011

ἀποκάλυψις

"Sveglia!, Non mi senti?! Ho detto sveglia!."
Una voce urlante mi sradica da un sonno profondo, piccoli schiaffetti colpiscono la pelle del mio volto. Gli occhi stanchi e mal allenati degli ultimi giorni si aprono lentamente filtrando la troppa luce rivolta verso il mio volto. Di fronte a me una figura, un uomo possente, quasi 1,90, mi si pone davanti. Colpisce il mio viso con deboli schiaffetti, poi mi sorride beffardo. E' giovane non avrà di più di 30 anni.

Il risveglio non è mai dorato.

"Sveglia, hey sveglia! Sveglia!".
 I miei occhi si aprivano lentamente..

Raschiare il fondo fino a rompersi le unghie.

Come un branco di lupi, che scende dagli altipiani ululando o uno sciame di api accanite divoratrici di petari odoranti, precipitano roteando come massi di altissimi monti in rovina.
Il silenzio del volo era stato infranto solo dal mio I-Pad e dal suono della sua musica, la voce unica di Battiato aveva riempito le mie orecchie e rispolverato il mio italiano da ricco. Mio padre era sempre stato fissato con le lingue e ciò mi portava a conoscere oltre all'inglese, il francese, lo spagnolo il tedesco e l'italiano. Ultimamente mi cimentavo anche con l'arabo e il cinese ma con scarsi risultati. I miei risultati scolastici erano sempre stati eccellenti oltrepassando le incredibili grane portate da comportamenti irrispettosi e irresponsabili causati da un uso costante e precoce di droghe. La mia famiglia originaria di fede cattolica aveva la curiosa abitudine di lasciare ai propri figli la decisione di scegliere la propria fede, così mio padre era diventato cattolico come i suoi genitori e mia madre anche. Ma nonostante un tentativo di introdurmi non ero mai stato un religioso e l'unica religione che trovavo interessante era quella ebraica ma per un puro interesse lobbystico e economico.
Il viaggio con Wade era stato molto lungo ed esaustivo. Il suo nuovo programma sarebbe cominciato proprio qui in Italia. Wade conosceva alcune persone che mi avr

domenica 29 maggio 2011

Encefalo

Una nebula sconosciuta avvolge la strada davanti al mio sguardo. Passo dopo passo il mio corpo trasparente come composto da un liquido a me ignoto, attraversa questa lunghissima strada, salite discese, il tempo non esiste, una lunga serie di immagini in movimento che si susseguono come pagine di un album mostrano le mie azioni surreali e inconcepibili. Vedo il mare ai miei fianchi, vedo persone a me care, vedo il miliardario della medicina, Sir Barrimore Matthew Highman, il mio bisnonno, vedo suo figlio, suo nipote..mio padre. Poi vedo me il grande erede, dopo la morte di mia sorella, l'unico rimasto, il maschio. Nessuno avrebbe scommesso un dollaro su di me. Espulso a scuola, drogato, ricoverato, cattive frequentazioni, paparazzato ovunque con volgari e rozze pornostar e puttane di alto bordo, pronte ad aprire le cosce e le narici in mia compagnia. Il figlio maledetto che ogni famiglia ricca si deve meritare!. E poi vedo Wade Barrett. Il mio life coach. Un ex dipendente da sostanze che ha usato la palestra e l'attività fisica per uscire dal tunnel. Lui forse è l'unica persona che ha veramente creduto in me. Certo i 2500 dollari al mese che pagava Boris Highman erano sicuramente un aiuto niente male.
La strada ora è finita. Le figure, decorazione del mondo a me circostante, si sono smaterializzate come deboli segnali televisivi. Davanti a me una sola figura. Kimber. Già, quante sedute da psicologi, quante passeggiate con Wade e quanti pugni al muro e scritte bruciate o dedicato a lei. Perdono, la parola ricorrente era sempre perdono, il poter accarezzare il suo sguardo, la sua pelle e sussurrare in lacrime come il peggiore dei dannati, perdonami Kimber, non è stata colpa mia, il mio cervello, la droga è stato questo. Lei è morta e tu no. Sempre questo ti rimane in testa. La stanza del mio appartamento di SoHo a New York. Il suo corpo inerme a raffreddare ulteriormente quelle piastrelle gelide. Quel maledetto 15 gennaio del 2010. Io fatto e strafatto di Cocaina, come sempre, che vedo quella figura davanti a me, so che dovrei fare qualcosa che dovrei agitarmi, ma ormai l'effetto è finito, sono stanco svogliato, non ho neanche la voglia di alzare il telefono così mi sdraio sul letto e dormo. Capito cazzo? Dormo, dormo cazzo, scappo per la centesima volta dai miei problemi, lascio morire l'unica donna che ho sempre amato per fuggire. Al mio risveglio sono in centrale accusato di omicidio. Poi i soldi e gli avvocati mi salvano il culo mi aiutano a scappare per l'ennesima volta. Gli psicologi l'assunzione del life coach, le cliniche i viaggi, la morte di mia madre le accuse di mio padre, " L'hai uccisa tu! Tu e le tue sporche droghe la tua misera vita, il tuo atteggiamento del cazzo il tuo voler essere al di sopra di tutto e di tutti! La tua vita maledetta, no non è la tua vita maledetta Ethan, è la nostra, la vita che ci costringi a fare è maledetta, i soldi che ci fai perdere sono maledetti, esci fuori da questa casa e non farti vedere, rubami i soldi ma non rubare la vita anche a me. Muori se devi morire ma fallo per una volta in silenzio!".
Lui ha sempre amato il silenzio. Ovviamente quello che dovevi mantenere quando Lui urlava. Quello che dovevi mantenere quando a 7 anni lo vedevi sbattersi una delle tante segretarie sulla sua scrivania. Quello che dovevi tenere quando sbraitava contro mia madre, quando ormai ridotta a mucchio di lacrime e muco le sputava addosso dicendo che Lui doveva sopportare le sue maledette lamentele. Il silenzio che dovevi avere quando lui tornava, dopo averti fatto girare le più prestigiose scuole e ti portava il solito regalino. Il silenzio interiore che hai sempre dovuto tenere quando si comprava anche l'affetto. Che a differenza di ogni genitore lui non reputava un diritto, perché nella sua interiorità e nel suo subconscio era consapevole di ciò che faceva.
" Ethan, Ethan..Apri gli occhi Ethan.."..."Dove...Do..ve...mi...tr..o..vo..?" " Siamo in Israele Ethan, hai avuto un overdose, ti hanno salvato per un pelo, io ho preso il primo volo e mi sono precipitato. Eri in coma, pensavano non ti saresti risvegliato.". Dopo un paio di colpi di tosse provo a domandare: " E..E..Ora?" " Ora Ethan ricominciamo il nostro programma, dopo un paio di giorni che passerai qui per riprenderti, andremo in Italia. Conosco molte persone li e ho intenzioni di svolgere una nuova parte di programma per te, visto che molte cose non hanno funzionato ho intenzione di fare un cambiamento drastico. " "..In..Italia..?..Ma perché proprio lì?..". Lo scoprirai, ora riposati ne riparleremo domani."
Senza neanche sentire la fine del discorso, tornai nel mondo del mistero, teso da cinghie urlanti se e ma. Ma infelice di essere vivo.

mercoledì 25 maggio 2011

Rabbia

Brivido caldo che ti scorre dentro. Il sangue ribolle come la lava di un vulcano. Sentimento di esplosione, come un'erruzione il tuo corpo cambia radicalmente volto perde ogni freno e ogni controllo. I tuoi occhi non sembrano più gli stessi. I tuoi muscoli vibrano come le case dei terremotati. La ricerca del dolore, la voglia di distruggere tutto quello che ti circonda. Il raggrupparsi frenetico dei suoni all'interno del tuo corpo che esplodono in una bomba che non ha nulla a che vedere con un urlo. La voglia di correre correre fino a sentire il tuo corpo chiedere pietà, fino a non sentirlo più. Lo spremersi di ogni tua singola forza negativa nello stesso istante, nel momento preciso, dove ti manca l'ossigeno dove brucia solo il tuo cuore, quella è la rabbia.

lunedì 23 maggio 2011

Dove tutto è nato, dove tutto è in guerra.

Ore Dallas 11.35. Ore Ho Chi Minh City 23.35. Ore Gerusalemme 19.35. Dopo aver alloggiato per circa due giorni in Vietnam sono ripartito con il mio Borsone Louis Vuitton e i Ray Ban per oscurare i miei punti deboli. Ho preso un aereo per il luogo più legato e probabilmente importante della terra. Gerusalemme. Dopo diverse ore di volo sono giunto qui. Un famoso detto dice, a Tel Aviv ci si diverte a Haifa si lavora e a Gerusalemme si prega. Sono dunque qui per pregare?. Probabilmente no. Probabilmente sono qui per riscoprire me stesso come uomo, come persona nel luogo terra, come persona effettiva nel suo essere. Yerushalayim in ebraico. Ūrshalīm in Arabo. La città santa per eccellenza. Antichissima e dalle radici profonde e radicate nel vecchio terreno ebraico o palestinese che dir si voglia.
La mia mente rievoca libri e saggi di poeti e grandi scrittori israeliani. Un nuovo popolo, nato dall'unione di una rabbia, una rabbia radicata nei secoli e sepolta nei meandri delle menti. Il tutto per una folle guerra e per un susseguirsi di persecuzioni su popolazioni in minoranza. La cosiddetta legge del più forte.
Io credo che nelle menti degli israeliani si sia radicato il processo che avviene nelle menti dei serial killer. Si è attratti da ciò che noi stessi abbiamo subito. Uccido perché sono stato ucciso, una cosa molto più complessa ed elaborata della semplice vendetta.
Chissà perché credo di essere così legato a questa terra. Insomma la culla delle religioni che accoglie la culla dell'ateismo filosofico. Forse credo di trovare la mia via, che sembra essere stata risucchiata dai vortici dell'inconcludenza.
Un po' come un Gesù che chiede al padre dov'è la strada da percorrere dov'è il suo destino che probabilmente è superiore anche a ciò che è il Dio stesso, io mi affido all'unico Dio che conosco ovvero la mia interiorità, la mia mente, per ritrovare ciò che ho perduto. Per uscire da questa depressione che mi uccide a poco a poco.
 Chiuso in hotel fisso le vecchie foto sull'I-pad mentre ascolto Moonlight di Beethoven diretta proprio da un israeliano Daniel Baremboim. Per poi accelerare i neuroni della mia mente con un pezzo chiamato Allegro con fuoco del grande Rachmaninov. Rivedo quello che un tempo credevo essere la felicità. Quei volti, quei sorrisi, quelle maschere, quell'eterno nichilismo della paura della morte. La velocità dei loro corpi, l'antichità dei loro volti resa quasi buffa da quei vani tentativi di nascondere. La naturalezza del suo volto. La debolezza del mio volto. Sempre più giù e più veloce. Un drink dopo l'altro. Una sniffata dopo l'altra in bagni degni della nobiltà europea. Il mio volto marchiato dall'insicurezza e da timidi sorrisi, estasiato ed esaltato, il mondo è nelle tue mani. O meglio il tuo cervello è nelle mani della cocaina. Vorresti proprio scoparla, lì in quel momento, fottendotene degli altri, delle regole. Caos. Caos. Caos. Non capisci più niente e riesci solo a guardare tutti volteggiare davanti a te, in quella follia di capitalismo e squilibratezza che aleggia in quella sala. Chiudi gli occhi e li riapri lentamente in cerca della fine del sogno e invece sei solo più confuso più dipendente più squilibrato. Applausi. Applausi. Flash. Applausi. Applausi. Flash. Applausi. Applausi.
Sudore. Inchino.
Mi accorgo del pianto e del sudore marcio che mi avvolge solo allo stacco imponente della musica. Riconnetto lentamente la spina e guardo l'orologio un Breguet Classic 7737, una luna sorridente mi fa capire che è molto tardi.
Chopin mi ricaccia in fondo al mare. Tuo padre. Chi è tuo padre?. Un maestro?. Un genio?. Una copia sbiadita?. Una testa di cazzo?. Chi è?. E' semplicemente ciò che ti ha reso quello che sei, la figura che per anni con i tuoi eccessi con i tuoi sbalzi di umore, con le tue follie e le tue passioni hai tentato di cancellare dalla mente di chi ti seguiva di chi non ti capiva. Sei stato sommerso esattamente com'era prevedibile dalla paura di non farcela di non reggere tutto quel peso. Psicologi e terapisti ti hanno solo guidato all'interno di un labirinto di difese e nuvole che tu stesso hai creato.
Probabilmente chiunque conosce lo studio di proporzionalità di Leonardo da Vinci. Io credo che il mio corpo in questo momento si stia portando all'estremo. Allo studio della proporzionalità della sua mente.
Down on the corner. Su e giù. 100. 110. 120. 130. 140. 150. Sono morto. 170. Flessione dopo flessione mando a fanculo il mondo che mi ha creato, persona dopo persona. Io sono il nuovo voi siete il vecchio. Io ho preso il mio futuro in mano e l'ho buttato nel mio caos. Che si fotta!. Ma chi cazzo è per decidere di me?. Un'altra striscia. Niente più pulizia. Prima che tutto vada a puttane..riesco a prende l'Iphone..Chiamo Barrett.
" Vieni qui cazzo..". " Ma che cavolo vuoi a quest'ora Ethan ? E soprattutto non so neanche dove sei e perché dovrei venire!" " Siccome sto spendendo circa 20 dollari al minuto, ho appena sniffato 5 strisce di cocaina colombiana purissima mi sto sballando nella città santa con i Creedence Clearwater Revival a tutto volume nella testa e ho fatto 200 flessioni per mandare a puttane il mondo necessito di un tuo arrivo immediato!" " Cazzo, cazzo. Pensavo avessimo almeno superato questo momento. E soprattutto che cazzo ci fai a Gerusalemme?!? E come faccio a venire li ora? Non posso. Cazzo. Piantala dormi e appena puoi torna negli Stati Uniti!" " No se non vieni mi butto da questo fottuto Hotel, mi taglio le vene e mi sparo in testa hai capito cazzo di Barrett di merda..". Il buio avvolge la mia testa. E' finita?. Forse sono finalmente morto...Forse..Forse..

sabato 21 maggio 2011

Rinascita 2.0

150, 200, 220, 250. La strada sembra non finire mai. 255,260,270. Brusca frenata la ceramica sfrega contro il disco delle grosse ruote gommate P Zero e la Carrera Gt si ferma.
Respira profondamente dal naso e butta fuori dalla bocca. Dai Ray Ban Wayfarer scuri guarda il deserto che ti circonda e calcola le tue cazzo di intenzioni, mi stai rompendo il cazzo con tutte queste malinconiche frenate improvvise mi sembra di testare le cinture di sicurezza mi fai sentire un fottuto manichino!. Già parlare da soli, a volte mette allegria, darsi risposte creare grandi racconti, tutto qui dentro la tua testa, nel tuo mondo, come lo vuoi tu. Anarchia e dittature in volume unico e consolidato come la mente. Sono uscito ho deciso di uscire, ho un borsone Louis Vuitton con un po' di vestiti, documenti, carte di credito, contanti, insomma tutto l'occorente che servirebbe ha chi va in vacanza. Ma io dove sto andando? Così in macchina un trentatrenne in cerca di avventura. Sembra più che altro un racconto comico, un povero disperato che cerca la rinascita tra le strade desertiche degli Stati Uniti d'America, yes we can!.
Attimo dopo attimo sento il sudore che scivola dai miei capelli tirati indietro anni 60 con chili di gel e un vecchio pettine, la barba scura tenuta bene occupa il mio viso come una casa abusiva. Sono qui che non capisco che cavolo ci faccio e penso a idiozie filosofiche che stanno solo a spaccare la mia mente in mille pezzi oltre i mille che già da tempo la occupano.
Bene ho continuato a viaggiare per circa 15 ore e sono aeroporto di Dallas Fort Worth. Ho messo la Porsche in parcheggio da 7 dollari l'ora e osservo le destinazioni. Dubai, Shangai, Nuova Delhi, Miami, Rio de Janeiro, Toronto, Parigi, Londra, Mosca. Il mondo mi scorre elettronicamente davanti. Il battito del mio cuore si ferma ad singolo e lunghissimo respiro che il mio corpo rilascia. Una volta spesi i miei 3500 dollari preso i biglietti e accomodato in Business Class Lufthansa chiudo gli occhi  e mi lascio trasportare da Morfeo.
Poco dopo da Francoforte parto per Ho Chi Minh all'aeroporto Tan Son Nhat con la Vietnam Airlines. Arrivato posso cominciare il mio viaggio. Ma siccome la stanchezza e tanta comincio alloggiando al mio Hotel. Il Park Hyatt Saigon hotel andrà bene.

mercoledì 18 maggio 2011

Star Liner. Dove il tempo si perde nella mente.

Sono qui seduto che fisso il giardino in posizione Padmâsana. Attraverso il vetro che si trova davanti a me vedo: un giardino, fiori molti fiori, una piscina abbastanza grande e profonda di forma rettangolare, un po' di alberelli da frutto con il mio splendido ciliegio a comandare una strana costellazione di altri piante, infine la mia Porsche Carrera GT grigia metallizata a concludere. Il tempo scorre nella mente come le foglie cadono da un albero, con cambi di ritmo e di direzione che sembrano all'ordine del giorno. Una frequenza massima, un incisività sconosciuta.
Nelle casse JBL risuona l'album Forty Licks dei Rolling Stones, la prima canzone del disco 1, Street fighting man. Le corde di Keith Richards vibrano soavi e cattive allo stesso tempo, creando una sorta di atmosfera soft rock.
Ogni angolo che il mio sguardo coglie silenzioso sembra allargare il suo spazio di appartenenza all'interno della villa. Oggetti da ogni parte del mondo coprono silenziosamente gli impolverati scaffali. Un vecchio stemma della Juventus penzola dalla finestra. Gimmie Shelter. L'I-Pad sceglie con cura la seconda canzone del CD.
La mia posizione sembra eterna. Piano il mento comincia a oscillare su e giù come in prenda ad un viaggio sulle montagne russe e il mio collo fosse quello di un gongolotto. La musica comincia a far viaggiare la mia mente meglio che con il crack e le noie e le stanchezze sono dimenticate per un attimo. Il regista che c'è in me comincia a immaginarsi il suo Eden personale, i suoi sogni, i suoi desideri. Un assolo regala brividi lungo la schiena, i miei tatuaggi sembrano prendere vita, la concentrazione è a un livello tale che mi sembra quasi di sudare a stare perfettamente immobile. Prendi coscienza di te stesso Ethan, prendila adesso, afferrala con le tue mani potenti che hanno progettato per anni, cercala prendila come fosse la donna dei tuoi sogni, lo scrigno del tuo eterno amore...Piano come la musica che ormai non si sente più il sogno svanisce finché la terza canzone risuona come una sveglia con una potente scarica musicale.
Come a scorrere il proprio labirinto interiore viaggio. Mi immergo nel mio oceano, cerco il pesce più grosso, apro il manuale della mente parte 1 e guardo cosa riesco a trovare. Lo zero assoluto. Poi di scatto mi alzo, con un colpo di frusta ai miei addominali mi lancio verso il retina display e clicco stop. Mick Jagger sparisce per diversi lunghi attimi. La sonata numero 14 per piano di Beethoven risuona nell'aria. Daniel Baremboin placa ogni mio istinto suicida, violento, coca dipendente, che mi assale. Il risultato è pura poesia. Un po' come quella musica classica così virtuosa e aristocratica da farmi quasi sentire un europeo fallito.
Mi sdraio sul mio morbido divano e chiudo gli occhi per l'ennesima volta.
Lei si muove delicatamente In quella nebula di luci e incertezze. Il suono simile a quello di una vecchia radio che fa fatica a risuonare nell'ampio spazio spezza l'incantesimo, i Pink Floyd con wish you were here mi fanno ricordare il suo volto, gli occhi così perfetti da sembrare non spegnersi mai. Pioggia di emozioni sul mio immotivato sorriso. Le mani che attraversano immagini sfumate. Forse ho fallito o forse ho solo perso. Ho perso la scommessa con il fato. Mi ero promesso di non farti scappare e invece sei scappata. Chissà se questa volta il dado che tirerò sarà finalmente dalla mia parte. Osserva quell'immagine attraverso gli specchi della mente, non ricordarla più, lei è finita, come sei finito tu  Highman. Mi prenderò la mia vendetta con il tempo, lo eliminerò dalla mia vita, lo farò sparire, lo farò tornare al suo stato di soggettività eterna che meglio lo rispecchia. Shine on you crazy diamond.
Avete mai provato a sentire il vostro respiro? Sembra una macchina che non funziona, sbalzi d'aria su e giù. La vita è un po' come il respiro, così incredibilmente eccezionale, quanto alla vista così imperfetta è incompleta.

martedì 17 maggio 2011

Un nuovo corpo, il dolore dei ricordi, la forza della cattiveria.

Il sole non brucia più il vento. La polvere vola via come il terreno arido nei momenti di quiete. Ogni strato della mia pelle ricamata come un antico manoscritto vibra come in preda a terrore. Forse è l'astinenza da cocaina, forse sono i momenti di assoluta svogliatezza che adombrano questi momenti. L'ipad e lì immobile che mi fissa con il suo sguardo da 800 $. Il sapore dell'ultimo Red Bull mi ricorda le prime fragole estive, ma quel sapore è oscurato dall'aggiunta del ricordo della plastica bruciata di cui sanno gli additivi. Il sonno combatte con la caffeina in un eterno scontro impari mentre mandrie di analisti e medici cercano il suo profondo e ignaro significato. I capelli, un piccolo manto scuro mal curato rivestono il bollore della mia scatola cranica. Il 46 pollici Sharp Quatron guarda sconsolato l'Ipad come per cercare un'ignara risposta alla mia totale non curanza supportata da una profonda svogliatezza cronica che aleggia nell'aria.
Prendete me, un ex star, un volto televisivo, un simbolo della società moderna, dell'era dell'HD, del boom della Apple, della crisi di Starbuck's, del GF, della lotta al terrorismo islamico, del primo presidente nero ecc ecc. E poi prendete una persona qualunque. Ecco, perché io non sono una persona qualunque?. Un ex drogato cocainomane che vive da giorni segregato nella sua grossa casa maledettamente moderna e troppo elettrica, piena di sporco e cibo ovunque. Perché? Non ne ho idea, sono giorni che cerco la risposta ma non ne ho idea.
Il mio I-Pad ha riempito il mio udito del miglior rock e blues esistente sul pianeta terra, eppure le mie dita hanno toccato il Macbook Pro 17 pollici sono una volta. Per scrivere il mio testamento. Io Ethan Highman lascio tutti i miei averi materiali e non a me stesso Ethan Highman quello normale quello che non è famoso, quello che sta scrivendo adesso, quello che esce anche senza Ray-Ban e scialle Gucci, quello che sta bene anche senza questo Macbook insomma quello che da quasi un fottuto anno è uno Straight edge !. Niente più coca, niente più sesso ovunque, niente più alcool. Anche se questa regola del cazzo la infrango sempre. Non posso rinunciare alla mia Carling Black Label. Purtroppo.
Sono giorno ormai che non esco di casa. Ho una barba incolta che mi affossa il viso rendendolo quasi smunto e morto. Gioco a fare il McEnroe con me stesso davanti allo specchio in una rivisitazione di Taxi Driver che mi deprime. "You can not be serious!" il mio volto immobile. "Please tell me, please!". Sempre immobile.
Forse l'Ethan che vedo adesso, l'Ethan ricoperto di tatuaggi, l'Ethan che legge un sacco di libri che si fa una cultura nell'enciclopedia globale e globalizzata che è internet, è una nuova star, a modo suo.
Forse sono solo una persona decaduta che cerca il suo futuro.
Il fato di Ethan Highman. Per ora è di una vita agiata. Niente bisogno di soldi (il mio conto in banca straborda di risparmi e i profitti dei marchi creati lo tengono sempre tonico) nessun bisogno fisico impellente da soddisfare (il mio allenamento fisico giornaliero seguito da lunghe partite su Poker Everest arricchiscono la mia mente e il mio fisico già muscoloso e perfettamente delineato) il sesso quando serve non manca (le amiche e le fan non mancano) insomma più di un fato la mia via lastricata dei buoni propositi che mi si pone davanti porterà anche all'inferno ma sembra decorata di platino. Eppure da un paio di mesi a questa parte, non sono più lo stesso, un mutamento radicale e kafkiano aleggia nel mio corpo, nei miei tessuti, nella mia mente. E' tutto un susseguirsi di scosse come se un Pacemaker esterno guidato a comando decidesse che all'improvviso il mio corpo martoriato dal successo dovesse tornare a essere normale e perfetto. Una sana conversione laica. Giusto per rendere la vita più ossimorica.
Un altro giorno sembra avvicinarsi nei meandri di questa notte buia, eppure i tuoi sogni che illuminano la strada in quel bosco nebuloso e impervio, sono solo luci bianche e innocue che non vedono la strada, vedono soltanto ciò che le circonda.
Bang sonno 1 caffeina 0.

venerdì 13 maggio 2011

Salve

Salve, sempre che ci sia ancora qualcuno che passa di qui, avrei intenzione di chiudere questo blog, cioè esisterà ancora ma il mio nuovo e unico blog sarà questo Heath's Place lo troverete sul mio profilo se vi interessa, un saluto ai cari lettori.

Californication by Heath's Place