martedì 29 giugno 2010

Debolezza

Ti svegli. Non ce la farai lo sai. E' una lotta contro qualcosa di già deciso. Non ti arrendi troppo facilmente, ma a volte non è questione di arrendersi, non è nessuna questione. Sei sconfitto. Puoi piangere, correre, urlare, nulla cambierà. Forse sarà il tuo ultimo giorno. Forse il mondo non ha voluto accoglierti. Forse è solo un forse. Le certezze già mascherate vacillano. Le discese verso i posti più accoglienti sono così facili. Che sia una pasticca, una corda o un salto, veloce ti spegnerai. Se mai c'è stato un fuoco, con un brusco colpo di fiato lo placherai. Piangeranno, vorranno rivederti, ipocriti. Non hai mai dato loro nulla, non è certo ora di piangere per il nulla, ci sono cose più importanti. Sotto queste stonate note ti risveglierai e non sarà la mano di tua madre ad accarezzarti.

sabato 26 giugno 2010

Sogno di inizio estate

Flash potenti flash. Mi accecano. Cani che mangiano la loro merda. Zeus che si slingua Lady Gaga, lasciandole pesante saliva sulle labbra. Musica assordante. Un letto e tanta troppa birra. Oliver Sykes che urla. Io corro scappo, come sempre. Doherty che vuole un passaggio e tanto troppo rumore. Marijuana e vino. In viaggio con Doherty nel mio villaggio della follia. Ora tu sei il re o il giullare? Testa o croce? Tira il dado e ridi. Anzi piangi. I fiori sono ubriachi di latte di ornitorinco. E anche i finti Elvis hanno finito di ballare.

viaggio nel mondo emerso

E volare correre e scappare per un mondo diverso, musica che si mischia a colore psichedelico. Occhiali da sole, mare di sangue. Tatuaggi. Macchina costosa. Sono un killer della bellezza. Lascio un segno di superiorità quando passo. Ho voglia di umiliarti, di spazzarti via. E poi nuoto per scappare, dai miei peccati di piacere. Ho voglia di sesso e amore, di uccidere. Sono uno stronzo, sono bello, crudele e fottutamente ricco, e affondo nella mia superiorità. Affogo, ma l'inferno è il mio mondo. Sono un agente del caos, sono il joker del tuo fottuto mondo. Non giocare a poker con me, perderesti in un modo o nell'altro, non mi fottere, per quello ho sempre la precedenza, non mi uccidere, sarebbe inutile ti mancherei soltanto, non mi scopare, non potrai più farne a meno. Perditi nei miei incubi che sono sempre più affascinanti dei sogni. Vivi con me. Scoprirai la vita. Non porti limiti, non ce ne sono. Drogati pure, ma la tua droga sono io. Sogna, eppure il tuo miglior incubo sono io. Non scappare baby ti avrò comunque, è solo questione di tempo. non guardarmi negli occhi, ti perderai nel colore più misterioso che tu abbia mai visto. Non dire che sono vanitoso, mentiresti a te stessa, negandomi. Perditi in me come fossi la tua passione, ma sono il tuo peccato.

mercoledì 23 giugno 2010

Secono capitolo mai scritto

Tutti i santi fottuti inutili blasfemi sfatti e drogati giorni mi metto qui e comincio a scrivere un secondo capitolo. Le dita scorrono musica di sottofondo storia diversa poco intrigante vuota senza ispirazione senza senso senza voglia. Dovrei chiamarlo senza ma alla fine quel senza prende il sopravvento e non lo scrivo mai, ma tanto chi lo leggerà, la fatina buona del cazzo, commenterà e il mio squallido racconto crollerà come tutto il resto.

Rompere

Sale, sempre di più, quasi vertiginosamente più veloce della luce. Stai per esplodere lo sai, rompi le ossa a colpi di ossa che ti sembrano infrangibili. Riduci in polvere ciò che tu stai hai definito buono. Colpisci sempre più forte nessuno ti può fermare, solo la morte ti può invidiare. Sangue c'è sangue dappertutto ma tu ne vuoi di più sei peggio di un vampiro e continui a colpire, rompendo tutto, ossa, cartilagine, pelle. Lo sai che stai uccidendo sembra strano ma lo stai facendo e il bello è che sei quasi contento, ti senti soddisfatto finalmente quasi vuoto, lo colpisci con tutto, testa, mani, piedi, ginocchia. Vuoi solo rompere e uccidere. Uccidere e rompere. Vuoi volare con il suo cuore in gola, con il suo sangue che cola. Vuoi massacrarlo fino a ucciderlo, resuscitarlo e farlo soffrire, fino a fargli vedere i tuoi occhi che non vedono altro che le sue viscere, e i vetri rotti.

giovedì 17 giugno 2010

Seduto sull'altalena

Situazioni che non capisco, silenzi che sembrano infiniti, spazi vuoti da colmare, o forse è solo buio che non comprendo. Quando apro gli occhi, il colore mi si riflette contro come se avessi bisogno di uno specchio per capire dove cadrò. In realtà non voglio svegliarmi e ansimo di paura del giorno dopo. Goccia dopo goccia il sudore mi consuma come fosse una fiamma che brucia dentro di me. E mentre brucio nel mio stress, viaggio nel subconscio della mia mente aprendo le porte dei desideri sviando per strane passioni interculturali. Ma quanto di quello che mostro sarà vero? E quanto resisterò ancora?. Corro nella mente per non correre nella vita, speranco che un giorno tutto sarà più bello, e che non sarò costretto a rimanere tra le braccia di morfeo per sempre.
Nell'attesa calo il sipario su di me..per coprire il caos interiore, forse provocato dal dolore, troppe volte sinonimo di amore.

sabato 12 giugno 2010

Wǒ zìjǐ de xiǎngfǎ gěi nǐ fēi

jibun no kangae wa anata ni tobu

Preview Psychosocial

Il caos. Prende il controllo. Percussioni che rompono l'equilibrio della mente. Scale da salire e scendere freneticamente. Esplosioni. Sangue, tanto sangue. Tatuaggi enormi grossi e colorati. Occhi nei quali trovare la vera paura. Canada, Vancouver. Musica, che esprime rabbia e sofferenza. Colore, tanto colore. Risate psicopatiche, enormi sorrisi che macchieranno il tuo spirito. Non ne uscirai vivo, o forse non lo sei mai stato....

mercoledì 9 giugno 2010

bo..

Il mio cuore batte piano perchè si è rotto battendo forte.
Riposa in pace artista fallito, vivi la vita scrittore infinito. Soho è la tua vita come Malibu è la mia, fuma marijuana non sniffare, solo per me la devi lasciare. Attimi di euforia per salutare prima di andare via, con una poesia.

sabato 5 giugno 2010

Era un sogno

Esco con quel ritornello in testa, mi sposto come se dovessi farlo per forza. Vado il più lontano possibile come a scappare. E poi urlo tutta la mia rabbia, mi scarico come un fulmine sulla povera terra. Le vene si gonfiano pomapando sangue alla testa, che emette suoni di pura energia. Il cuore diventa una batteria, la stanchezza lo suona a ritmo irrefrenabile. Le parole diventano suoni taglienti come spade. Potenti come una divinità. Quando finisce il fiato, quando anche l'ultima goccia di sudore cade, ti fermi e piangi, perchè è l'unica cosa che riesci a fare. Scorri i ricordi come fossero foto. Manca...L'aria e non solo...Ricominci a correre ovunque ti trovi, scappi dai ricordi, dai pianti, dal dolore...Sei stremato, ti reggi a malapena in piedi...ricordi e ricominci a urlare...liberi ogni riserva di forza che ti è rimasta. Cadi al suolo. Osservi il cielo. Le nuvole passano leggere prendendo forme che non avresti mai immaginato. Un vento fresco distoglie un attimo la tua attenzione da quel cielo meraviglioso...Ti piace ripensare ai momenti belli...E non sai perchè.
Accendi una sigaretta, aspiri con stanchi polmoni una boccata di morte, per tirare fuori quel che riesci. A questo punto anche i sogni più proibiti tornano a inebriare la tua mente.
Prendi un quaderno e scrivi, parole senza senso, parole sensate, poesie, racconti, pensieri, aforismi, cazzate. Rileggi distratto come fosse la Bibbia. In questo momento hai finito la sigaretta, la voglia di scrivere, la voce...E sei inerme al suolo.
Osservi le tue grosse e lunghe dita, in una mano su ogni dito e tatuato love, nell'altra hope. Già hope, quel tatuaggio era per ricordarti che per ogni amore c'è speranza. Eppure con lei hai perso anche quella.
Ricominci a camminare in quel campo di grano alla ricerca del Santo Graal o del mondo dei numeri.
Punto per punto riaffronti la situazione, è solo peggio.
Sei ormai davanti a casa, prendi le chiavi, entri e dormi. Anche nei sogni la ritrovi, ma lì è quasi sempre perfetta. Chissà se sei l'eletto o il prescelto, o forse sei solo tu o forse non ha senso. Perditi. Cogli ogni dettaglio anche il più insignificante e rimescola tutto per ricreare il mondo come vuoi tu. Come un puzzle, e i dettagli sono i tasseli. Universali.
A volte la caduta tra le braccia di Morfeo è dolorosa, ma ti fa capire la mente che intrecci stupendi e arcani sa costruire.
Era un sogno..Solo uno strano sogno....

venerdì 4 giugno 2010

Nella notte

Nella notte con Battiato nelle orecchie canto e sogno. Parole che scorrono come ruscelli. Sound dal sapore dolce e delicato. Ho bisogno di capire dov'è il senso di tutto questo. Lo cerco nei libri, nella musica, nella poesia.
Siamo come un branco di lupi o uno sciame di api.
Siamo come petali che cadono dai fiori. Prima cresciamo e poi diventiamo splendidi e perfetti fino alla caduta.
Osservo le mie ombre muoversi come se con il mio corpo fossi un burattinaio perfetto.
Ho bisogno di soddisfare i miei bisogni per capire dove posso spingermi.
Poi i pensieri infuocati tornano a essere acqua che si disperde nel mare delle inutili poesie dei maledetti.
Che la morte ci guidi nel profondo oceano dei caduti troppo presto. Cominciano i rimpianti. Quante cose hai perso per strada. L'amore come l'hai vissuto male. E nuoti a ritroso per un'altra occasione. E qui a cospetto con la realtà capisci che il suo tempo non ritornerà mai. E affondi nel profondo.
Ma coralli di emozioni ti risvegliano come stelle nel cielo.
La visione paradisiaca di sapere cosa c'è al di la del cancello, cancella ogni sconfitta, e un arcobaleno ti guida alla meritata fine.

giovedì 3 giugno 2010

Guardare attraverso il vetro

A volte mi sembra di osservare il mondo attraverso occhiali. Occhiali che mostrano quello che io voglio vedere. Rabbia e dolore si confondo con passione e amore. I colori sono sfocati. Lo sfondo e di sapori che solo noi vogliamo sentire. Ci sembra che ogni cosa debba essere interpretata o capita, ma a volte sono solo i nostri problemi. Camminiamo per riflettere, quando dovremmo cominciare a vedere le cose come stanno realmente prima di farci inutili viaggi, per soddisfare la nostra sete di pensare. A forza di guardare ho cominciato esclusivamente a giudicare senza riflettere. Ho visto solo quello che volevo vedere. Ho sofferto quando non dovevo soffrire. Mi è piaciuto quanto non mi doveva piacere...

martedì 1 giugno 2010

Incontro con il re dei tatuaggi

Entrato nel bar, il sapore del fumo di antiche erbe e la puzza d'alcool ti inebriavano il cervello. Uomini ubriachi, con ragazze perse in giochi più spinti anche delle fantasie di un cattivo ragazzo in fase di crescita. Il bancone era vuoto apparte lui. Era di spalle, maglietta a maniche corte, cappello nero, con un rosario rosso fiammante tutto intorno. Scarpe simili a Vans, a quadretti blu e gialli, e jeans stretti. Per avvicinarti a lui, dovevi osservare tutto intorno a te. C'erano più dettagli in quel lurido covo di scarti e prostitute che in un fondale marino.
Arrivato finalmente allo sgabello di fianco a lui, mi sedetti, e lo osservai più da vicino. Gli occhi erano di un verde smeraldo, con un interno tendente all'azzurro chiaro. Il collo e le braccia ricoperti di tatuaggi, rappresentanti croci, ideogrammi, simboli sacri e non. Sull'orecchio sinistro un piccolo orecchino a forma di sorriso sberluccicava nell'ambiente scuro illuminato al neon del luogo. Alla mano destra un grosso anelli intrecciato all'anulare splendeva come un lingotto d'oro, mentre nella mano sinistra al medio c'era un anello simile a quello del pescatore (l'anello del papa) con l'unica differenza che al posto di essere d'oro era rosso fiammante. Il re continuava a sorseggiare Whisky liscio, interrompendo a tratti la bevuta con un tiro di una canna che alzava e appoggiava ripetutamente sullo stranissimo bancone. Era vuoto come fosse di plexiglass, era molto suggestivo. Quando mi fui sistemato al suo fianco, cominciai la particolare discussione.

Ball Pen Part 1

E' tardi, devo consegnare quel foglio, devo farlo. No, non ce la farò, è tutto così scuro. Sto risalendo, la luce...O forse è solo un miraggio. Nel buio mi perdo, non riesco a concentrarmi, le tensioni e le paure mi affliggono. Mi perdo. Cosa sta cadendo? Cosa?!. No L'acqua no. Sale, non sopporto più il sale. Tempo....Non esiste più. Scrivo numeri per non impazzire completamente...