giovedì 30 dicembre 2010
Notte pre 2011..
Plick..plock...plick...plock..piano..scivola. Goccia dopo goccia. Sentiamo il tremore della pelle..non è più abituata inondata anche lei dalla società sviluppata. Guardare la pioggia da una finestra. L'ho vista. Non è mai scappata dalla mia mente. Un mare nero sopra e sotto di me. Forse è solo marijuana o forse e solo la mia mente che rifrulla ricordi e immaginazione. Non sono mai stato così solo e accompagnato contemporaneamente. Il profumo di una scopata immotivata che accompagna ogni giorno. L'odore della strada ancora bagnata. I passi che non pesano mai. I polmoni che si riempono come a produrre energia costante. Era quel tatuaggio sul collo a stregarmi. O il suono della sua voce. Le dita che scivolano leggere sul piano cottura. Camminare camminare camminare questo è l'unico desiderio che hai a volte. Cammini e neanche te ne accorgi. Rime su rime che viaggiano alla velocità della luce nella testa. Un mucchio di parole senza senso buttate li a caso. Però ti piace. Ti piace e vuoi continuare ad ascoltare. Tristezza. Ogni volta che succede qualcosa di questo tipo la tristezza mi sommerge mi inonda. Clap Clap gente in sottofondo che applaude J-Lo. Ti siedi e sogni ad occhi aperti. Scosti quelle piante in eccesso ed entri in questa sala gremita di gente, splendide ragazze che ballano e si divertono, i marpioni di turno che bevono litri di alcool per coprire con idiozia la loro idiozia. Musica altissima per coprire la loro multipla idiozia. Curve che fanno curvare l'immaginazione. Un sosia di Guetta venuto male che cambia dischi in continuazione come in preda ad iperattività. E tu sei lì che fissi il tutto con il tuo solito sguardo esterno dedito ai dettagli. Come se una plastica facciale di avesse mascherato l'emozioni per sempre. Momento di silenzio. Chiudi gli occhi sul serio. Eh..BOOM casa pieno di teenager in preda a voglia di fare casino, birre ovunque, vogliose che nuotano nell'alcool, canne che girano come benefatricci. Due amiche che ti fissano come a dirti ai qualcosa che mi appartiene. Un tiro tira l'altro bicchiere. Adesso a tutto preso il colore giusto. Ossi. Sul letto e adesso sai cosa regalarti per il 2011. Stanco e senza mutande ti alzi. Ray ban wayfarer di notte sbandando verso casa, l'ultimo tiro..Non sono solo uno stupido ragazzo..Bye Bye 2010 Fuck You Californication.
lunedì 20 dicembre 2010
Il gruppo
Polvere. Negli angoli era pieno di polvere. C'era solo musica. Alta. Blues vecchio stile. Una sedia di legno che ondeggiava piano, le mie gambe incrociate non lasciavano trasparire nulla, lo sguardo fisso. Nel nulla. Takeshi non muoveva nulla. Lì in piedi fermo immobile. Potevi pensare che fosse morto. E poi gli occhi di Kurt così azzurri da illuminare quella stanza buia e polverosa. La rollata finiva in fretta. Il tempo di dare due boccate e giù a rollare di nuovo. Il colpo previsto non era nulla di che. Niente di consono al solito della nostre operazioni. Una chiesa. Una croce d'oro. Via per sempre forse, oh forse era solo uno stupido rituale da fine corso, un rituale da gente che non parla neanche, comunica con gli occhi. Non eravamo terroristi. Eravamo religiosi alternativi. Un po' ladri, un po' politici. Insomma, nel 2010 chi è più un terrorista politico. Bisogna essere dei terroristi religiosi per fare colpo. No, noi eravamo solo dei ladri di sentimenti. Oh forse eravamo solo ladri di sintonie. Il prossimo colpo sarebbe stato d'effetto. In fondo un prete e poi così importante? Dipende da che prete eh. Guardatelo, li con il suo vestito che non cambia da migliaglia di anni, ma la stessa sete di ipocrisia. Non sono uno che giudica, sono uno che non ama essere giudicato. Nessuno della mia squadra ama essere giudicato. E se tu mi chiedi perché lo facciamo io ti dico una cosa sola. La più banale e la meno poetica. Io lo faccio per soldi. Io rubo, sequestro le persone, le uccido a volte. E lo faccio per soldi. Semplicemente per soldi. I soldi sono il motore di tutto. Una grande ruota che gira e l'acqua sono i soldi. Non sono semplicemente un'opportunista. Sono ciò che voglio essere. Takeshi e Kurt sono ciò che vogliono essere. Per noi non fa nessuna differenza. Noi mandiamo dei messaggi. Se non vuoi coglierli non coglierli. Io non voglio essere ne benedetto ne perdonato. Voglio scegliere di essere quello che ho sempre desiderato. La mia non è una scelta è una convinzione. Io nego di essere normale perché lo voglio essere. Non ho mai voluto dare molto peso al nome di un gruppo di ladri terroristi. Ma i miei due soci mi hanno fatto notare l'importanza di un segnale. Allora ho deciso che il nostro nome fosse un nome normale e che racchiudesse tutta la nostra importanza. Noi, siamo, Gli Efori. Siamo gli efori della società. Non possiamo cadere. Non perché siamo invincibili o perché siamo degli dei. Semplicemente perché non lo vogliamo. Siamo i messaggeri della volontà. Non ci state capendo più niente vero?. Sì è vero ho detto che lo faccio per soldi. E' vero quando mando un messaggio mi prendo ciò che posso e senza chiedere a nessuno. Perché i soldi servono. E non voglio spulciare qualche seguace con qualche stupida inventiva da setta da quattro soldi. Mi servono i soldi e li prendo e basta. Forse dovrei presentarmi. Ma a cosa servirebbe. Farebbe di me una stupida icona. Non amo le icone. Penso siano solo frutto della mente deviata. Io voglio che ciò che voglio mettere in risalto sia la vera icona. Quello che penso io lo faccio. Che sia all'interno degli schemi o fuori dagli schemi. Che appartenga a qualche spazio temporale o meno. Apparterra di sicuro alla mia esistenza. Voglio che chiunque sia sintonizzato con la mia mente capisca che quello che c'è dentro non è una ragnatela ma un oceano. Perché è nuotando che si è liberi. Nuotando nell'oceano più vuoto e pieno che ci sia. Non è seguendo un percorso. Eh no signori no. Se state pensando che il mio messaggio sia solo anarchia siete le persone più banali che io conosca, e vi consiglio vivamente di andarvi a vedere il film "The rocky horror picture show" per avere un'idea di quello che io stia dicendo. La società e sono una stupida riflessione sbiadita dell'illusione della perfezione. Una lettura distorta di quello che il nostro subconscio ci ha dato a disposizione. Non sono altro che il suono che entra nelle vostre orecchio. Gli occhi sono solo lo specchio più rotto che io abbia mai visto. Metteteci un riflesso che funzioni una volta tanto!. Il nostro prossimo colpo. Sarà il Vaticano. Ruberemo il 100% delle opere presenti nell'area denominata Vaticano. Uccideremo molti preti e vescovi e ne sequestreremo 33. Dopodiché daremo 33 giorni di tempo alle istituzioni più importanti del mondo per accogliere le nostre richieste. Saranno molto semplici e chiare. Vogliamo che tutte le televisioni radio e mezzi di comunicazione come internet e cellulari siano inutilizzabili da chiunque inclusi servizi segreti e di emergenza per 33 giorni. Inoltre tutte le persone dovranno aprire il loro armadio. Chi ha capito ha capito. Noi non diamo le informazioni in anticipo. Quello che ho appena detto accadrà il 31 gennaio alle ore 00.33 del 2011. Mi è scappata una risata sapete. Mi è appena caduta una goccia di senape sul pavimento polveroso. Non prevederemo proprio mai quando è ore di non pensare che una goccia di senape non causa danni irreparabili alla nostra sopravvivenza. Indossati gli occhiali da sole. Uscimmo da quella stanza. Dal New Hampshire a Roma sono tante ore di volo. Gli efori partono. E il sole cala nell'oceano. Imperterriti tentano di prenderlo. Non finiranno mai di volare.
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