La migliore analisi politica degli ultimi mesi. La gente dovrebbe stamparsela in testa, e ricordarsela bene nel 2013.
lunedì 9 luglio 2012
Analisi politica perfetta.
La migliore analisi politica degli ultimi mesi. La gente dovrebbe stamparsela in testa, e ricordarsela bene nel 2013.
venerdì 8 giugno 2012
Nel momento in cui capisci che tutto quello che ti ha sempre circondato, che tutte le realtà che ti hanno sempre riempito ogni singolo giorno, non sono altro che castelli di carta, ogni cosa crolla al primo respiro. La rabbia non è un emozione, non è un sentimento, non è assolutamente nulla. E' assuefazione, un conglomerato di ogni minima parte di te stesso che non aspetta altro che sgonfiarsi dopo essere esplosi come un bomba che distrugge ma non mira a nulla se non a distruggere. Ogni cosa è illuminata direte voi. No ogni cosa è buia, torbida, piena di bugie, di avversione. Non sento più niente e forse non vorrei far altro che scappare via. Eppure rimango sempre qui come se non ci fosse nient'altro da fare. Come se non sapessi che ci sono migliaia di vie d'uscita. Il mondo è sempre stato bello perché vario, ma a volte vorrei solo che si soffermasse per un po' sulle cose belle, stabili, immobili. Niente mi ha mai colpito come l'amore. Un sentimento che ti viene quasi insegnato dal tuo stesso corpo. E nulla c'entra l'amore di cui parlo con il sesso. L'amore di cui parlo è quello che tu provi per quelle persone che con te sono sempre state. Loro e soltanto loro sanno come amarti, come comprenderti, come prenderti. E solo loro sanno far crollare tutto nel peggiore dei tuoi incubi. Come un tornado che colpisce quei poveri castelli di carta, rendono le giornate buie, le notti fredde e insonni, e quel mondo che realtà ne ha fin troppa si immerge nei meandri più profondi del tuo io. Sei solo polvere che attende di essere spazzata. Ma vorresti solo che quella polvere che consideri sempre in eccesso rimanesse li, ancora un giorno, ancora un giorno. Nessuno è disposto realmente ad ascoltarti perché tutti sono solo disposti a fare i loro interessi. Nel giorno in cui la gente lo capira, saremo forse tutti un po' più uniti.
Sei solo quanto non lo sei stato mai. Ma in realtà sei solo come lo sei sempre stato. Le unioni più strette vengono divorate pian piano dall'animo umano che non conserva più niente di razionale. Come se la carne da macello non avesse altro che bisogno di essere macellata. Vorresti sparire. Ma sai che forse non sei mai comparso.
lunedì 28 maggio 2012
SoHo, morte psichedelica
Piano dopo piano, l'adrenalina saliva. Come un condotto senza freni che collegava il mio cervelletto a tutto il corpo. Ero una fibrillazione unica. La stanza era spoglia, lui era li in attesa di un rapporto probabilmente. I suoi occhi prima del primo colpo erano incredibili, il dilatarsi quasi istantaneo delle sue pupille, lo stupore e poi la paura. Soprattutto la paura. Un colpo, un altro, un altro ancora, sangue che ricopriva quelle lenzuola così candide. Sangue sulle pareti, sangue dappertutto. Ora era peggio di carne da macello, un grumo di carne da macello, tendini spezzati, muscoli dilaniati, viso contratto. Era solo carne. I cristalli mi stavano invadendo il cervello, la cocaina li rendeva più limpidi, più chiari. Questo non era pagare per uccidere, questo era uccidere per uccidere. La vita era un concetto superato, un concetto antiquato per come la mia mente si era aperta. Un gioco assurdo, impensabile, proibito, aveva preso l'assoluto controllo su di me. Dilaniare questo sconosciuto era diventato quasi un obbligo per le mie mani. L'avevo preso, ucciso, buttato via come un giocattolo rotto. SoHo era stata teatro dei miei omicidi molte volte, mai un indizio, mai un errore, la perfezione di un drogato, l'ossesione dell'errore, che non può accadere. Osservare quella stanza piena di sangue mi ricordava la mia infanzia, un susseguirsi di curve che non erano altro che emozioni non capite, non colte, non ritrovate. O forse solo la ricerca di un delirio, una riproduzione vivida, nitida, del caos interiore che solo un bambino può contenere.
La ricerca infinita della perfezione doveva chiudere quel cerchio, dare l'ultimo colpo di pennello per quell'enso, quella firma che ormai contraddistingueva i miei crimini.
Il cerchio doveva chiudersi, l'Italia doveva essere l'ultima tappa.
La ricerca infinita della perfezione doveva chiudere quel cerchio, dare l'ultimo colpo di pennello per quell'enso, quella firma che ormai contraddistingueva i miei crimini.
Il cerchio doveva chiudersi, l'Italia doveva essere l'ultima tappa.
domenica 13 maggio 2012
Party Love. Roma.
Calava, l'alcool, calava come non mai. Mai si era visto in tutta Roma un party più marcio. Shots shots shots everybody! Risuonava nelle mie orecchie mentre calavo l'ennesimo Jager bomb.
Ragazze di cui non conoscevo neppure il nome riempivano la mia bocca delle loro lingue. La gente saltava ovunque e dovunque; piscina, terra, tavoli. Era il delirio della ricchezza, del lusso più sfrenato. Lo status simbolo di quel mondo alla deriva. Lo spreco come obbiettivo di vita.
Potevo avere ogni sorta di cosa, droghe, donne, follie di ogni genere e tipo, eppure lei mi sfuggiva sempre.
Ogni festa, li con il suo sguardo impenetrabile, i capelli neri come il cielo nelle notti di pioggia. Occhi di puro vanto nobiliare, lapislazzuli che non smetti mai di guardare. L'amore che ti coglio un po' alla sprovvista, quando meno te lo aspetti..o forse quando sei meno razionale.
Eppure lei resta li, come una stella che si ostina a splendere in quel cielo inquinato. Un vestito panna e nero, delicato e ricercato. Tu invece sei li, spaparanzato su una poltrona di un lercio indefinito, con il tuo abito d'arta sartoria che ormai è un vago ricordo d'eleganza. Per non parlare del tuo ciuffo, ridotto a una frangia spettinata e impregnata di sudore, alcolizzata quasi quanto te. Il baffetto ricercato e forse l'unica cosa che ancora ti distingue dal resto di quel marciume. Il naso chiede ancora pietà per la coca da bagno. La sciarpa Louis Vuitton è ormai un tenero asciugamano che adorna le tue spalle.
Insomma caro Marco cosa vuoi offrire alla tua fiamma? Il verde del tuo sguardo.
Ti alzi, ti risistemi con finta non curanza, accendi la sigaretta, uno due quattro passo e smeraldi e lapislazzuli si sfidano in un gioco di colori, nella notte dove il colore a reso tutto più nero. - Com'è che in un posto come questo c'è spazio per certi sprazzi di arte contemporanea?- esordisci. - Non so, in fondo l'arte è relativa.- Risponde saggiamente lei. Diavolo quanto devo vomitare. - O no un saggio conoscitore di opere qual è la mia figura ha il pieno controllo del sapere è sa quando gli viene proposto qualcosa di raro, non fuggire via da me, non scappare, non pensare che io sia il solito ricco egocentrico, lascia che io ti possa mostrare il mondo per quello che è realmente, un capolavoro nel quale tu sei una delle punte di diamante, una di quelle cose che ci fa ancora addormentare felici nelle notti di tormenta- Che fottuto poeta delle notte. -Come siamo poetici Casanova di Wall Street, ma il mondo per come lo vedo io è gia ampliamente ricco di bellezza anche senza il tuo aiuto, kiss kiss bang bang..- Non fece in tempo a finire la frase che il mio vomito stava invadendo la strada 4 piani più in basso dell'attico. Sentii solo la sua voce mormorare: -Bello il tuo mondo poeta-.
Bella figura di merda. E vomitai ancora.
lunedì 30 aprile 2012
Milano-Roma: Storia di un semi Dio
La solita stupida e splendida settimana della moda. Luci soffuse ed elettriche inondano le passerelle, artisti della bellezza vengono ridicolizzati in nome dell'arte e io me ne sto li con il mio nuovo taglio anni 30' che farebbe invidia anche a mio padre. I colori sgargianti di Comme Des Garcon vengono risucchiati dalla mia voglia di buio. Mi immergo nell'ambiente solo dopo la prima sniffata, in quel bagno così lucido, così vuoto. Un colpo di correttore e le cicatrici dell'acne spariscono, risistemiamo un po' questa cravatta e respiriamo.
-Questo Champagne è dannatamente delizioso!- strilla lo pseudo elegante davanti a me, fa schifo idiota.
Penso questo eppure me ne sto li a guardare questo essere che vuole essere che vuole essere fashion agli occhi di qualcuno che spera a sua volta, lo farà diventare qualcuno. Ma pulisciti il culo con il tuo foulard di Hermès.
Scappo da quell'edificio, salgo in Bentley e dico a Fernando di portarmi via da quel luogo dove l'umana stirpe ha perso il concetto di applicazione pratica della ragione.
E lui fila veloce, sfreccia tra il traffico di Via Montenapoleone, sfiora soltanto Via della Spiga..Osservo veloce il mio studio. Ogni cosa vola via nel dimenticatoio, assorbita dai rumori, dall'artificio dell'uomo.
Quasi come la sigaretta tra le mie labbra. I polmoni inalano piano la morte, come a gustare quel mix di suicidio psicologico e fisico che mi sta uccidendo; Fernando accelera, io fumo e poi tiro.
Noi amiamo la vita quasi quanto ciò che assumiamo per distruggerla. Corey Taylor inebria il mio udito come forse non ha mai fatto, nella sua versione più pulita.
L'Iphone 4s non smette più di vibrare e io quasi per offenderlo, non la smetto più di non rispondere.
Un bel luogo? L'autostrada è un bel luogo, anzi è uno splendido luogo. Vicino a te ci sono solo le luci, nessuno che ti guarda, nessuno che ti parla, nessuno che ti giudica, nessuno che ti crea problemi. Vicino a te ci sono solo le luci di chi come te ha scelto quel luogo per venire a respirare.
220 km/h. Gli occhi si muovono veloci e la mente li segue a ritmo. Tutte quelle sagome di natura morta, quelle case, quel buio e quei cartelli verdi che ricordano che Roma è lontana.
250 km/h. Sei tu e la morte. Siete uno di fianco all'altro solo che tu puoi scegliere, ti puoi girare, guardarla e dire: vaffanculo ok?!? Sono un pezzo di merda ma non morirò stasera ok?! Puoi dire quello che vuoi, ma io non morirò. Oppure puoi sparare in testa a Fernando, con la pistola che tieni sempre con te sotto quel maledetto sedile, e dire dai giochiamo, proviamo a vedere chi ha la Dea Bendata dalla sua parte, chi se la scopa stasera eh?. Così tiri fuori la moneta, quel 2 euro Monegasco, tiri, pensando tra te e te che tu hai croce, perché Dio, sono o non sono meglio di Cristo?!...1..2..3..frazioni di secono e Puc!..alzi la mano destra, osservi lentamente con il tuo sguardo smeraldo dal cuore di faggio, e alzi gli occhi al cielo che non puoi vedere. Respiri, e poi sussurri quasi a non farti sentire..ho perso. E dunque vivi, per continuare a sognare un giorno di morire.
Urli:- Fernando! Rallenta, Roma è ancora lontana-.
Guardi in faccia la realtà, ti accorgi di quanto orrida essa sia e tiri ancora la polvere bianca.
Via Condotti è la tua meta.
lunedì 6 febbraio 2012
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