lunedì 27 settembre 2010
Momenti di rabbia che il cuore non sa tenere dentro
E mi chiedono di fare un tema di 15 fottute righe su "Siamo liberi?". Filosofia. E che cosa gli dovrei scrivere che siamo liberi? Che lo siamo davvero ?. E io come faccio a saperlo se siamo liberi. Non conosco me stesso, non conosco cosa mi circonda. Sento ascolto e molte volte non capisco. Non siamo liberi, niente è libero in questo mondo del cazzo pieno di sporcizia fino nel profondo. Non possiamo essere liberi. E come lo scriverò? E come lo farò capire alla mente di qualcun'altro senza cadere nel volgare più profondo, nelle viscere della mia pessima parlata. Sarebbe come spiegare ad un prete che Marilyn Manson non è il demonio. Dannazione ma chi siamo noi per giudicare e sapere se tutto quello che è successo è giusto. Basta voglio scappare non voglio provare a scrivere e poi porca miseria 15 righe che cosa sono 15 righe; Sono una cazzo di bacinella che dovrebbe contenere un oceano. Lerciume. Non so se avete mai visto Southland Tales, be la scena l'unica scena di un film indecente decente è quella dove Timberlake sogna. Ecco io vivo in quel sogno in quel maledetto sogno. Non sono libero, sono chiuso in una teca di maledizioni e impossibilità. Il mondo vuole istupidirci per riprendersi quello che la nostra ottusa e violenta intelligenza gli ha tolto. Ma sarà indolore come un bicchiere di birra. Pensare? ma che cosa dobbiamo pensare se a malapena riusciamo a guardare. Gocce, Gucci, velluto, acqua, vetro, suono e solo silenzio. Siamo liberi. E sai perché? Perché la morte è giunta alla nostra porta e si è presa ciò che quei due bravi ragazzi hanno concepito in una notte stellare. Ossi era stellare, il sole brillava e io ero innamorato e non avrei fatto nient'altro che l'amore dalla mattina alla sera. Sarà quello che avranno pensato? Cazzo se erano liberi loro sì che lo erano. E adesso andiamo a scrivere quello che ogni professore vorrebbe sentire. Puttanate.
martedì 14 settembre 2010
Chosen One
Tic tac. Piano. Calde e fredde insieme. Sono le gocce di sudore che scivolano piano sulla pelle. Spasmi di stanchezza e piacere. Cosa c'è dopo la morte? Non mi interessa. Lei sta piangendo? E' passato. Due corpi si possono trasmettere qualcosa? Certo. Non è semplicemente amore. E' lo scivolare piano su se stessi. E' navigare nel fiume di qualcunaltro. E' come immergersi in qualcosa che non è tuo. Senti il suo respiro così vicino che fai fatica a capire se sia il suo o il tuo. Non è il primo mattino e non è l'ultima sera. E' solo un momento un ignoto momento. Un perdersi definitivamente nelle sensazioni e nei piaceri del vivere. E' come veder sbocciare un fiore o nascere un bambino. Non è qualcosa di definito e neanche di astratto. E' solo qualcosa che le parole possono sfiorare ma non toccare. Quando finisce, il corpo è solo una batteria scarica. I pensieri volano.
For E with my heart for my life of sin
For E with my heart for my life of sin
Macao
Svegliato. Finalmente, ho aperto gli occhi. Ho sentito vibrare le corde della mia chitarra. Ho aperto le porte del Paradiso e ho salutato l'Inferno. Ho cambiato la stagione dei suicidi, ho seguito percorsi tortuosi, ho superato le mie difficoltà. Sono ricco di parole e di venature. Che il gioco cominci.
Ninfe che danzano sotto la pioggia, uomini truccati e danzanti. Lo sballo di un gas a me sconosciuto. Un enorme vaso pieno di spiriti che fuoriescono da esso con soavi movenze e striduli grida. Io sono lo scrittore tu sei il lettore, qual è la differenza?. Credo di essermi perduto nelle mie immersioni. Di aver finalmente ritrovato me stesso. E' una corsa contro il tempo. Un tatuaggio che oscura una cicatrice. Un sentimento che inonda l'oceano. Una rabbia che distrugge una sofferenza. Sono il mostro che invade i tuoi sogni. Ho aperto i miei occhi nel momento in cui hai aperto i tuoi. Ho usato il tuo profumo come droga. Quel letto pieno di ragazze. Il mio risveglio che rispecchia il mio stato di onnipotenza debole. Quei testi che aleggiano nella mia mente. Il Diavolo che mi riempe di pop corn la bocca e Dio che mi fa bere la Coca Cola. Bacco è il mio solo Dio. Io apro gli specchi per scappare dalla mia oscura immagine. Un sorriso che infrange il fumo. Parole che si sciolgono riflesse sul ghiaccio. Fottuto Hercules. Il mio orecchio è quello di Van Gogh. E' tutto osceno è tutto cellula. Because I'm Back. La mia cicatrice è tornata. Californication è tornato. Il nuovo motto è Macao, perché la libertà è ovunque bisogna solo trasformarla. Io seguo la termodinamica.
Ninfe che danzano sotto la pioggia, uomini truccati e danzanti. Lo sballo di un gas a me sconosciuto. Un enorme vaso pieno di spiriti che fuoriescono da esso con soavi movenze e striduli grida. Io sono lo scrittore tu sei il lettore, qual è la differenza?. Credo di essermi perduto nelle mie immersioni. Di aver finalmente ritrovato me stesso. E' una corsa contro il tempo. Un tatuaggio che oscura una cicatrice. Un sentimento che inonda l'oceano. Una rabbia che distrugge una sofferenza. Sono il mostro che invade i tuoi sogni. Ho aperto i miei occhi nel momento in cui hai aperto i tuoi. Ho usato il tuo profumo come droga. Quel letto pieno di ragazze. Il mio risveglio che rispecchia il mio stato di onnipotenza debole. Quei testi che aleggiano nella mia mente. Il Diavolo che mi riempe di pop corn la bocca e Dio che mi fa bere la Coca Cola. Bacco è il mio solo Dio. Io apro gli specchi per scappare dalla mia oscura immagine. Un sorriso che infrange il fumo. Parole che si sciolgono riflesse sul ghiaccio. Fottuto Hercules. Il mio orecchio è quello di Van Gogh. E' tutto osceno è tutto cellula. Because I'm Back. La mia cicatrice è tornata. Californication è tornato. Il nuovo motto è Macao, perché la libertà è ovunque bisogna solo trasformarla. Io seguo la termodinamica.
sabato 4 settembre 2010
Tre storie tre nuovi post
Quelle che ho pubblicato stasera erano tre storie cominciate e mai finite, non sono in ordine cronologico perché l'ultima che ho scritto è Suicide Season che è la continuazione di Nightmare il precedente post che avevo messo. E' anche la migliore secondo me. Le altre due storie sono improvvisazioni.
Inchiostro d'autore
1- Cocaine
If you wanna hang out you've got to take her out cocaine...if you wanna get down, down on the ground, cocaine....she don't lie, she don't lie, she don't lie cocaine. Sulle note di Cocaine di Eric Clapton, Jesus Crawford stava scrivendo il suo quinto libro, intitolato Fuck you God, un ode alla cattiveria di Dio, e al fatto di non portare mai fortuna. Jesus, ma come cazzo si fa a chiamare un bambino Jesus.
Jesus appunto se l'era sempre chiesto, una famiglia cattolica, conservatrice. E' incredibile come un'infanzia in Ohio a Cleveland posso essere rovinata da una schiera di mentecatti.
Ora i suoi unici interessi, erano il sesso, quasi compulsivo, a soddisfare ogni sua mancanza. Il suo macbook air, per scrivere i suoi fottutissimi libri, cazzuti arrabbiati, proprio come piace alla gente. E ovviamente la marijuana e la cocaina, servivano a fargli capire quanto era bello il mondo, visto con gli occhiali da sole.
Aveva cominciato a scrivere a New York dopo aver vinto una borsa di studio a 16 anni. Era scappato subito nella città degli artisti, se l'era sentito subito, che quello era il suo futuro. Dopo il suo primo libro, si era fatto conoscere e il salto al vero regno degli artisti era stato breve.
Ora c'era Venice, Los Angeles, casa normale, amici poco normali, tanta apple quanta droga.
Le pareti erano ricoperte di disegni di Keith Haring, ovviamente riprodotte, ma l'effetto era da paura. Il disordine era padrone e Jesus era padrone del disordine.
Inoltre, pacchetti e pacchetti di sigarette di Malboro ovunque.
Lo so sembra pieno di difetti ma Crawford era qualcuno da rispettare, amare e venerare. Successivamente odiare.
2- Suicidio
Svegliarsi al mattino sotto al peso delle birre, rimane sempre brutto.
Odio quando mi alzo e ci sono una serie di cose da fare, sono così tante e noiose, che penso potrei continuare a dormire fino all'ora di pranzo.
Già amo dormire fino allora di pranzo, mi alzo mangio, guardo un film, fumo un po' di sigarette, bevo qualche bicchiere, esco, trovo una tipa, scopiamo e torno a dormire. Fantastico. L'unica vero casino è quel cazzo di editore, lui vuole sapere sempre tutto, senza sapere un cazzo, crede che il mondo giri intorno a quel bel vestito elegante che si ritrova. Io me ne frego alzo il volume dei Rolling Stones, vado davanti al poster di Keith Richards e mi metto a cantare sympathy for the devil, Jagger mi farebbe un baffo.
Trovo che la vita si buffa, divertente...no non è vero è anche relativamente noiosa.
Meglio divertente o noiosa? Divertente. Il meglio del meglio è anche il porno su internet. Mi ricorda che posso anche usare le mani, prima di dover uscire.
Mi ricordo mia madre, “ Dovrai sempre evitare il preservativo, dio non vuole, è per il sesso facile “. Vaffanculo, a quest'ora avrei aids e malattie di ogni tipo.
La faccenda più scocciante però è il dannatissimo libro da finire. Non ho idee, non ho un cazzo. Ho solo i porno, pizza express e starbuck's.
Usciamo, quando esco le maggiori attività sono: cercare ragazze, andare dalle solite, oppure andare a farmi un drink con il mio migliore amico, Christian Durant, produttore musicale californiano. Pieno di soldi, ragazze e droga penso sia per questo che è il mio migliore amico.
Opto praticamente sempre per la scelta di uscire con lui, ma è tutto per trovare una ragazza e parlare di musica.
Una volta arrivati al solito locale si comincia sempre per parlare.
“ Cazzo Chris ma la devi smettere, mi farai diventare un dipendente di questa merda”. “ Lo sei già, anche senza il mio aiuto haha”.
Il sottofondo era Kid Rock, con America Bad Ass. Cavolo troie che ballavano, Kid che urlava, io fatto di cocaina in un modo assurdo, dovevo scrivere. Presi il mac e cominciai a buttare giù parole che era una bellezza, scorrevano meglio di un fiume in piena, piene di rabbia, odio, amore, strazio, comicità, assurdità. Era veramente una bellezza, una versione porno soft rock della vita, esattamente come non avrei voluto, e continuavo, sniffavo scrivevo. E porca troia una sotto il tavolo mi stava facendo un fantastico pompino, questa sì, che era vita.
Tornato a casa a fatica, fatto da paura e con il mac pieno di vita, avevo bisogno di musica rilassante. Corsi all'enorme impianto stereo della JBL collegato al mio ipod touch e cominciai a cercare una song. Mentre vedevo solo le parole correre, schiaccia quasi a caso, parti anybody seen my baby dei Rolling Stones, crollai sul divano immerso nella magia delle visioni.
Una grossa melma girava intorno a una madre natura accaldata, colori psichedelici tutti intorno, aria pesante di fumo e Mick Jagger che allungava insieme al coro di vedere tutti insieme la sua ragazza. Era come capire quanto facessi schifo e pietà, sapevo che tra poco quel sogno afrodisiaco si sarebbe trasformato in disperazione, ma io lo volevo, non c'era uscita. Ripresi il mac, scrivevo tutto quello che vedevo e facevo capire ai suoi prossimi lettori, quanto sarebbe stato dannoso, ridursi come me, vedere che chiudendo gli occhi il sogno era ancora più vivo, ma che allo stesso tempo la mia vita era un'illusione viva cruda. Bellissima. Quasi infinita.
Una volta finita la canzone. Capi che dovevo cambiare capitolo, si sarebbe passati dal capitolo psichedelico, al capitolo triste, l'ipod era già cambiato, 30 seconds to mars, the kill.
Ero crollato, mi sembrava che il mondo finisse, che io finissi, che non ci fosse un dopo, ero vuoto,spossato. La testa era piena dolorante e urlava quasi come Jared Leto. Andai nel letto e cominciai a piangere come un bambino, quel bambino, che aveva sofferto, si era chiuso si era ribellato e aveva perso. Questo non è amore, quella non era una famiglia, voglia di cadere e non rialzarsi, voglia di vedere il tutto finire, solo per dire che avevi ragione, che le loro imposizioni le loro decisione ti avrebbero portato all'esaurimento. Ero impazzito, sudavo, piangevo. Alzandomi, andai all'ipod, ma in quel momento, parti teardrop dei massive attack. Camminavo verso la cucina, lentamente, bevevo jack daniel's come fosse acqua. Avevo tirato giù qualche pastiglia, non so neanche di che cosa. Mi ero acceso una sigaretta, vedevo le farfalle, nere e oscure...la vita mi stava abbandonando e adesso fare il ribelle, non sarebbe servito, dovevo alzarmi chiamare aiuto, ma era quasi come se mi stessi autodistruggendo, vidi il coltello, lo presi, cominciai a fare dei tagli, su ogni braccio, ero talmente fatto che non sentivo il dolore, volevo solo morire.. La vita ormai mi aveva abbandonato.
3- Ritorno in grande stile
Mi svegliai all'ospedale, ero in un letto e vicino a me c'era Chris.
“ Ma che cazzo mi combini, ero venuto a vedere come stavi e ti trovo sul punto di morire, ma brutto figlio di puttana non farmi mai più uno scherzo del genere!”. Lo guardai senza rispondere, ero stanco e anche i miei tristi occhi verde azzurri lo erano. Ordinai a Chris di mandarmi in una clinica, dovevo uscirne, una volta per tutte, e soprattutto, volevo cambiare del tutto il mio stile di vita.
Dopo essermi ripreso dalle ferite, andai in un centro per drogati a riabilitarmi, dopo la difficile riabilitazione, ero diventato molto più magro e in forma. I miei lunghi capelli erano decenti, e la barba incolta non era niente male. Andai a tatuarmi una stella sul gomito destro, che segnasse la mia rinascita, poi un piccolo ombrello sull'anulare sinistro, così senza un preciso motivo. Fantastico, ora ero veramente pronto, tra l'altro avevo già un tatuaggio sul braccio sinistro con scritto rock = who and rolling stones, everything else is boring. Ora ero a quota tre tatuaggi, figo.
Ero pulito, mi sentivo veramente bene, stavo girando per i canali di venice, con i miei lunghi capelli a muzzo, barba incolta, improbabile maglietta di Keith Haring, jeans, vans colorate e occhiali da sole, una tracolla e sfoggiando i miei nuovi tatuaggi, anche se le cicatrici dei tagli facevano la loro parte, purtroppo.
Non scrivevo da un sacco, era ora che mi rimettessi all'opera, ma su qualcosa di nuovo, avevo buttato via ogni ricordo dell'inizio del quinto libro, pieno di droga nelle sue idee. Volevo scrivere un libro nuovo, un libro che parlasse di una relazione, burrascosa e libera, un racconto alla Bukowski, ma ancora più aperto, ma per cominciare dovevo lavorarci su. Seriamente.
4- Vita da artista
Venice era una parte di Los Angeles troppo artistica anche per me forse. Gli artisti sono ribelli dentro, hanno bisogno di fare casino, è nel loro sangue.
Il successo è una conseguenza, nella mia carriera c'era stato tutto, successo, sballo. Tutto questo non comportava più nulla, stavo cercando una dimensione, forse l'avevo trovata, sono sempre stato felice, ma adesso lo ero per motivi semplici, mai per esagerazioni.
Passeggiare è una grande cosa, è incredibile quanti dettagli puoi notare. Avevo cominciato a correre per rimettermi in forma, ipod a palla nelle orecchie e grandi corse. C'erano ragazze bellissime, eppure non ne vedevo una che mi dicesse qualcosa, stavo cercando qualcosa di diverso.
Avevo cominciato anche a esplorare di nuovo la scrittura, mi ero messo all'opera di: “vita da colorare”, era bello, diverso mi soddisfava.
Intorno a me c'era la musica a fare da padrone e soprattutto la possibilità di nuotare al mare. Adorava fare surf, cavalcare le onde e vivere veramente. Cavolo che vita spettacolare.
Certo ultimamente il mio agente era preoccupato, ma volevo stupire tutti con il mio nuovo libro, penso che nella storia fosse possibile notare il cambiamento chiaro e forte che era avvenuto dentro di me. Stavo cominciando anche a conoscere persone fuori di testa.
C'era Keith Andersen, era un folle, pittore californiano semisconosciuto, faceva dei dipinti pazzeschi, era un'esplosione di colore, ne andavo matto. Keith era un tipo assolutamente fuori dal comune, ascoltava musica di ogni tipo, si vestiva in modo talmente folle che in confronto Kurt Cobain sarebbe stato un dilettante. Inoltre aveva solo 19 anni, acne a lasciare le prima cicatrici, capelli biondi di un giallo limone, e degli occhi azzurri da far spavento, un vero artista.
Lui mi aveva fatto capire il vero valore dei colori, aveva il pieno controllo, poteva prendere contenitori di vernice e sbatterli contro il muro e non sarebbero stati in disordine.
Andavo a casa sua, un appartamento molto grande a Venice acquistato da suo padre, che era un importante banchiere, e cominciavamo discussioni incredibili su quale poteva essere la più grande band di sempre ma alla fine eravamo sempre contrastanti. La musica non poteva racchiudersi in un solo grande gruppo, troppe sfumature e troppe persone.
Keith possedeva anche una vastissima collezione di Rolling Stone, la bibbia del Rock'n roll, ne aveva tantissimi, mi piaceva un sacco leggerli, c'erano interviste di tutti i tipi e generi, una goduria.
C'erano dei giorni che mi sdraiavo con lui nel suo giardino a prendere il sole ascoltando cd dei Nirvana, per parlare di problemi e grandi rivoluzioni di cui aveva il mondo. Secondo noi il mondo ormai aveva perso la vera cultura. Ma le rivoluzioni non arrivano mai quando le persone sono contente del loro mondo. La gente era solo brava a parlare e quindi niente sarebbe cambiato. Forse era quello che ci meritavamo.
Keith Andersen non era l'unico mio nuovo amico, nell'ultimo periodo avevo anche conosciuto William Scott, un giovane poeta appassionato di cinema come me.
Eravamo entrambi fan sfegatati della stella oscura del cinema Heath Ledger, e passavamo interi pomeriggi a parlare di cinema. Oppure direttamente gustandoci un bel film d'autore.
A volte uscivamo tutti insieme, io, Keith e William, io e Keith a caccia di ragazze interessanti, William ci accompagnava per amicizia, perchè lui la bella ragazza ce l'aveva già, si chiamava Michelle ed era una bellissima ragazza di origini francesi che faceva la giornalista a Los Angeles.
I miei pomeriggi passavano così, tra giri con i miei amici artisti oppure a scrivere Vita da colorare, il che era molto bello. Ma c'era qualcosa che stava per arrivare.
5- La solitudine bruciata
La solitudine era un tema fisso nella mia mente. Sarei stato volentieri da solo per un po', ma ho sempre avuto paura che il mondo mi rilanciasse indietro. Ma ripensandoci credo di essere già stato solo senza rendermene conto. Il mondo ti manipola come se stessi veramente in mezzo a tutti, ma sei solo dentro, sei solo davvero. Ho sentito musica, letto libri, ma niente sulla solitudine è veramente onesto. La mia vita è sempre stata un mare di falsità, amici che vanno e che vengono, ma che non ci sono mai stati. Voglio andare via e capire se ci sono stato sul serio, vorrei sentire qualcuno che mi cerca, qualcuno che mi desidera.
Essere soli non è mai bello. Soli veramente. Ho ascoltato Rocketman di Elton John un sacco di volte in questi momenti, lacrime ecco cosa ho trovato. Non sono mai stato così, adesso sono felice ma solo adesso guardo a cosa sono veramente. Il vuoto. Sono un Rocketman che vaga nel mondo alla ricerca della vera felicità. Vorrei un'amore anche non facile pieno di difficoltà, ma vero.
Vorrei non potermi illudere. Vorrei che tutto fosse più semplice e che le difficoltà sparissero per una volta. Vorrei leggere sul mio corpo i segreti, vorrei aprire una scatola e sentire il profumo di vita, vorrei sentirmi vivo, vorrei trovare un arcobaleno di sogni, vorrei scalare i desideri.
Forse sto solo delirando, ma mi manca qualcosa, mi manca l'amore, degli amici e quello vero e puro. Il mondo è privo di queste cose ormai, non ci crede più nessuno.
Prendo sempre una bottiglia di whisky in questi casi. Bevo e non ci penso più. Ma adesso voglio pensare, capire perché sono così debole, perché così veramente solo.
Ho voglia di sorridere ma non ci riesco, non so neanche perché.
I colori non sembrano più caldi e il freddo cala nella mia mente.
Se penso adesso potrei trovare persone che sono davvero mie amiche, ma se guardo prima il vuoto.
Inoltre non ho una relazione seria da sempre, il mio mondo non lo ha mai permesso. A volte ci soffro.
L'America non ha mai offerto uno sfondo per i miei pensieri. Il suo pensiero in generale è folle ma si basa su basi false come lei.
Bere mi rende sempre pensieroso, psichedelico, purtroppo...
Sono andato in un prato mi sono sdraiato e ho guardato il cielo, così scuro e stellato, un mare di piccoli zuccherini su un enorme torta.
Quanto siamo piccoli e insignificanti, ci sono cose che facciamo che fanno davvero schifo, davvero schifo.
Il mio cuore è sempre stato un ammasso di carta mal risposta, dove desideri e necessita non sono mai andati d'accordo. Forse dovrei mettere ordine anche lì.
L'ipod gira, la musica invade la testa, Mick Jagger entra nei miei timpani come si sentisse a casa.
Sembro un folle, cappelli sparsi in ogni direzione, barba incolta, bottiglia di whisky in mano, jeans strappati, una scarpa di un colore e una di un altro, che barcollo con l'ipod nelle orecchie verso la metà della disperazione.
Sentimenti che affiorano e volano via. Il tempo sembra non passare mai, le strade sono infinite. Mentre camminavo in questo stato, trovai un posto incredibile, un vecchio canale di scolo, dove alk proprio interno dei ragazzi skeitavano indisturbati. Mi sedetti sul vecchio ponte che passava di sopra, gli osservai per ore. Era fantastico, erano così felici, perfetti, nel predicare la loro arte. Continuavo a bere e a sentire musica, ma le immagini erano sempre chiare e perfette, non crollavo mai, avevo capito cos'era la vera felicità.
Ero tornato a casa e avevo preso il macbook e mi ero messo a continuare il libro, le parole uscivano che era una meraviglia, i ragazzi continuavano a skeitare felici, anche se alcuni curiosi avevano cominciato a osservarmi con divertito sospetto. Ero completamente perso nella scrittura quando un ragazzo si avvicino a me. Era un tipo strano, capelli lunghi, cappellino, faccia poco sveglia e vestiti da skater. Mi si avvicina e mi chiede se sono Jesus Crawford, gli rispondo di sì, lui impazzisce. Cominciamo a parlare, all'inizio sono scocciato, odio che qualcuno mi interrompa mentre sono intento a scrivere, ma questo tipo è sveglio, è incredibile mi conosce alle perfezione e non sconosce solo me. Dice di amare la lettura, anche la scrittura. Parliamo di musica, d'arte, di ragazze, parliamo di tutto. È pazzesco, mi sembra di parlare con un me stesso più giovane e anche più furbo. Trovo assurdo come il parlare con lui avesse spazzato via la depressione da solitudine, era bravissimo, grande amante di Pete Doherty, amava fare skate, per la solitudine del momento.
Si chiamava Kevin, era veramente un grande, dopo quella sera avrei cominciato a frequentarlo seriamente, aveva anche un sacco di amici come lui. Ma neanche lui era la novità più grande.
Quella notte dopo essere tornato a casa mi ero messo di buzzo buono e avevo finito il mio libro.
Avevo stampato il tutto, ed ero pronto a lasciarlo al mio agente, eppure non so neanche perché, accesi un pezzo di carta e diedi fuoco al tutto, a tutto il libro, non so se fosse follia del momento, follia di me, ma era pazzo eppure non mi sembrava di aver perso niente, avevo bisogno di un momento di pausa anche dalla scrittura e questo gesto serviva a farlo capire a tutti, probabilmente anche a me.
If you wanna hang out you've got to take her out cocaine...if you wanna get down, down on the ground, cocaine....she don't lie, she don't lie, she don't lie cocaine. Sulle note di Cocaine di Eric Clapton, Jesus Crawford stava scrivendo il suo quinto libro, intitolato Fuck you God, un ode alla cattiveria di Dio, e al fatto di non portare mai fortuna. Jesus, ma come cazzo si fa a chiamare un bambino Jesus.
Jesus appunto se l'era sempre chiesto, una famiglia cattolica, conservatrice. E' incredibile come un'infanzia in Ohio a Cleveland posso essere rovinata da una schiera di mentecatti.
Ora i suoi unici interessi, erano il sesso, quasi compulsivo, a soddisfare ogni sua mancanza. Il suo macbook air, per scrivere i suoi fottutissimi libri, cazzuti arrabbiati, proprio come piace alla gente. E ovviamente la marijuana e la cocaina, servivano a fargli capire quanto era bello il mondo, visto con gli occhiali da sole.
Aveva cominciato a scrivere a New York dopo aver vinto una borsa di studio a 16 anni. Era scappato subito nella città degli artisti, se l'era sentito subito, che quello era il suo futuro. Dopo il suo primo libro, si era fatto conoscere e il salto al vero regno degli artisti era stato breve.
Ora c'era Venice, Los Angeles, casa normale, amici poco normali, tanta apple quanta droga.
Le pareti erano ricoperte di disegni di Keith Haring, ovviamente riprodotte, ma l'effetto era da paura. Il disordine era padrone e Jesus era padrone del disordine.
Inoltre, pacchetti e pacchetti di sigarette di Malboro ovunque.
Lo so sembra pieno di difetti ma Crawford era qualcuno da rispettare, amare e venerare. Successivamente odiare.
2- Suicidio
Svegliarsi al mattino sotto al peso delle birre, rimane sempre brutto.
Odio quando mi alzo e ci sono una serie di cose da fare, sono così tante e noiose, che penso potrei continuare a dormire fino all'ora di pranzo.
Già amo dormire fino allora di pranzo, mi alzo mangio, guardo un film, fumo un po' di sigarette, bevo qualche bicchiere, esco, trovo una tipa, scopiamo e torno a dormire. Fantastico. L'unica vero casino è quel cazzo di editore, lui vuole sapere sempre tutto, senza sapere un cazzo, crede che il mondo giri intorno a quel bel vestito elegante che si ritrova. Io me ne frego alzo il volume dei Rolling Stones, vado davanti al poster di Keith Richards e mi metto a cantare sympathy for the devil, Jagger mi farebbe un baffo.
Trovo che la vita si buffa, divertente...no non è vero è anche relativamente noiosa.
Meglio divertente o noiosa? Divertente. Il meglio del meglio è anche il porno su internet. Mi ricorda che posso anche usare le mani, prima di dover uscire.
Mi ricordo mia madre, “ Dovrai sempre evitare il preservativo, dio non vuole, è per il sesso facile “. Vaffanculo, a quest'ora avrei aids e malattie di ogni tipo.
La faccenda più scocciante però è il dannatissimo libro da finire. Non ho idee, non ho un cazzo. Ho solo i porno, pizza express e starbuck's.
Usciamo, quando esco le maggiori attività sono: cercare ragazze, andare dalle solite, oppure andare a farmi un drink con il mio migliore amico, Christian Durant, produttore musicale californiano. Pieno di soldi, ragazze e droga penso sia per questo che è il mio migliore amico.
Opto praticamente sempre per la scelta di uscire con lui, ma è tutto per trovare una ragazza e parlare di musica.
Una volta arrivati al solito locale si comincia sempre per parlare.
“ Cazzo Chris ma la devi smettere, mi farai diventare un dipendente di questa merda”. “ Lo sei già, anche senza il mio aiuto haha”.
Il sottofondo era Kid Rock, con America Bad Ass. Cavolo troie che ballavano, Kid che urlava, io fatto di cocaina in un modo assurdo, dovevo scrivere. Presi il mac e cominciai a buttare giù parole che era una bellezza, scorrevano meglio di un fiume in piena, piene di rabbia, odio, amore, strazio, comicità, assurdità. Era veramente una bellezza, una versione porno soft rock della vita, esattamente come non avrei voluto, e continuavo, sniffavo scrivevo. E porca troia una sotto il tavolo mi stava facendo un fantastico pompino, questa sì, che era vita.
Tornato a casa a fatica, fatto da paura e con il mac pieno di vita, avevo bisogno di musica rilassante. Corsi all'enorme impianto stereo della JBL collegato al mio ipod touch e cominciai a cercare una song. Mentre vedevo solo le parole correre, schiaccia quasi a caso, parti anybody seen my baby dei Rolling Stones, crollai sul divano immerso nella magia delle visioni.
Una grossa melma girava intorno a una madre natura accaldata, colori psichedelici tutti intorno, aria pesante di fumo e Mick Jagger che allungava insieme al coro di vedere tutti insieme la sua ragazza. Era come capire quanto facessi schifo e pietà, sapevo che tra poco quel sogno afrodisiaco si sarebbe trasformato in disperazione, ma io lo volevo, non c'era uscita. Ripresi il mac, scrivevo tutto quello che vedevo e facevo capire ai suoi prossimi lettori, quanto sarebbe stato dannoso, ridursi come me, vedere che chiudendo gli occhi il sogno era ancora più vivo, ma che allo stesso tempo la mia vita era un'illusione viva cruda. Bellissima. Quasi infinita.
Una volta finita la canzone. Capi che dovevo cambiare capitolo, si sarebbe passati dal capitolo psichedelico, al capitolo triste, l'ipod era già cambiato, 30 seconds to mars, the kill.
Ero crollato, mi sembrava che il mondo finisse, che io finissi, che non ci fosse un dopo, ero vuoto,spossato. La testa era piena dolorante e urlava quasi come Jared Leto. Andai nel letto e cominciai a piangere come un bambino, quel bambino, che aveva sofferto, si era chiuso si era ribellato e aveva perso. Questo non è amore, quella non era una famiglia, voglia di cadere e non rialzarsi, voglia di vedere il tutto finire, solo per dire che avevi ragione, che le loro imposizioni le loro decisione ti avrebbero portato all'esaurimento. Ero impazzito, sudavo, piangevo. Alzandomi, andai all'ipod, ma in quel momento, parti teardrop dei massive attack. Camminavo verso la cucina, lentamente, bevevo jack daniel's come fosse acqua. Avevo tirato giù qualche pastiglia, non so neanche di che cosa. Mi ero acceso una sigaretta, vedevo le farfalle, nere e oscure...la vita mi stava abbandonando e adesso fare il ribelle, non sarebbe servito, dovevo alzarmi chiamare aiuto, ma era quasi come se mi stessi autodistruggendo, vidi il coltello, lo presi, cominciai a fare dei tagli, su ogni braccio, ero talmente fatto che non sentivo il dolore, volevo solo morire.. La vita ormai mi aveva abbandonato.
3- Ritorno in grande stile
Mi svegliai all'ospedale, ero in un letto e vicino a me c'era Chris.
“ Ma che cazzo mi combini, ero venuto a vedere come stavi e ti trovo sul punto di morire, ma brutto figlio di puttana non farmi mai più uno scherzo del genere!”. Lo guardai senza rispondere, ero stanco e anche i miei tristi occhi verde azzurri lo erano. Ordinai a Chris di mandarmi in una clinica, dovevo uscirne, una volta per tutte, e soprattutto, volevo cambiare del tutto il mio stile di vita.
Dopo essermi ripreso dalle ferite, andai in un centro per drogati a riabilitarmi, dopo la difficile riabilitazione, ero diventato molto più magro e in forma. I miei lunghi capelli erano decenti, e la barba incolta non era niente male. Andai a tatuarmi una stella sul gomito destro, che segnasse la mia rinascita, poi un piccolo ombrello sull'anulare sinistro, così senza un preciso motivo. Fantastico, ora ero veramente pronto, tra l'altro avevo già un tatuaggio sul braccio sinistro con scritto rock = who and rolling stones, everything else is boring. Ora ero a quota tre tatuaggi, figo.
Ero pulito, mi sentivo veramente bene, stavo girando per i canali di venice, con i miei lunghi capelli a muzzo, barba incolta, improbabile maglietta di Keith Haring, jeans, vans colorate e occhiali da sole, una tracolla e sfoggiando i miei nuovi tatuaggi, anche se le cicatrici dei tagli facevano la loro parte, purtroppo.
Non scrivevo da un sacco, era ora che mi rimettessi all'opera, ma su qualcosa di nuovo, avevo buttato via ogni ricordo dell'inizio del quinto libro, pieno di droga nelle sue idee. Volevo scrivere un libro nuovo, un libro che parlasse di una relazione, burrascosa e libera, un racconto alla Bukowski, ma ancora più aperto, ma per cominciare dovevo lavorarci su. Seriamente.
4- Vita da artista
Venice era una parte di Los Angeles troppo artistica anche per me forse. Gli artisti sono ribelli dentro, hanno bisogno di fare casino, è nel loro sangue.
Il successo è una conseguenza, nella mia carriera c'era stato tutto, successo, sballo. Tutto questo non comportava più nulla, stavo cercando una dimensione, forse l'avevo trovata, sono sempre stato felice, ma adesso lo ero per motivi semplici, mai per esagerazioni.
Passeggiare è una grande cosa, è incredibile quanti dettagli puoi notare. Avevo cominciato a correre per rimettermi in forma, ipod a palla nelle orecchie e grandi corse. C'erano ragazze bellissime, eppure non ne vedevo una che mi dicesse qualcosa, stavo cercando qualcosa di diverso.
Avevo cominciato anche a esplorare di nuovo la scrittura, mi ero messo all'opera di: “vita da colorare”, era bello, diverso mi soddisfava.
Intorno a me c'era la musica a fare da padrone e soprattutto la possibilità di nuotare al mare. Adorava fare surf, cavalcare le onde e vivere veramente. Cavolo che vita spettacolare.
Certo ultimamente il mio agente era preoccupato, ma volevo stupire tutti con il mio nuovo libro, penso che nella storia fosse possibile notare il cambiamento chiaro e forte che era avvenuto dentro di me. Stavo cominciando anche a conoscere persone fuori di testa.
C'era Keith Andersen, era un folle, pittore californiano semisconosciuto, faceva dei dipinti pazzeschi, era un'esplosione di colore, ne andavo matto. Keith era un tipo assolutamente fuori dal comune, ascoltava musica di ogni tipo, si vestiva in modo talmente folle che in confronto Kurt Cobain sarebbe stato un dilettante. Inoltre aveva solo 19 anni, acne a lasciare le prima cicatrici, capelli biondi di un giallo limone, e degli occhi azzurri da far spavento, un vero artista.
Lui mi aveva fatto capire il vero valore dei colori, aveva il pieno controllo, poteva prendere contenitori di vernice e sbatterli contro il muro e non sarebbero stati in disordine.
Andavo a casa sua, un appartamento molto grande a Venice acquistato da suo padre, che era un importante banchiere, e cominciavamo discussioni incredibili su quale poteva essere la più grande band di sempre ma alla fine eravamo sempre contrastanti. La musica non poteva racchiudersi in un solo grande gruppo, troppe sfumature e troppe persone.
Keith possedeva anche una vastissima collezione di Rolling Stone, la bibbia del Rock'n roll, ne aveva tantissimi, mi piaceva un sacco leggerli, c'erano interviste di tutti i tipi e generi, una goduria.
C'erano dei giorni che mi sdraiavo con lui nel suo giardino a prendere il sole ascoltando cd dei Nirvana, per parlare di problemi e grandi rivoluzioni di cui aveva il mondo. Secondo noi il mondo ormai aveva perso la vera cultura. Ma le rivoluzioni non arrivano mai quando le persone sono contente del loro mondo. La gente era solo brava a parlare e quindi niente sarebbe cambiato. Forse era quello che ci meritavamo.
Keith Andersen non era l'unico mio nuovo amico, nell'ultimo periodo avevo anche conosciuto William Scott, un giovane poeta appassionato di cinema come me.
Eravamo entrambi fan sfegatati della stella oscura del cinema Heath Ledger, e passavamo interi pomeriggi a parlare di cinema. Oppure direttamente gustandoci un bel film d'autore.
A volte uscivamo tutti insieme, io, Keith e William, io e Keith a caccia di ragazze interessanti, William ci accompagnava per amicizia, perchè lui la bella ragazza ce l'aveva già, si chiamava Michelle ed era una bellissima ragazza di origini francesi che faceva la giornalista a Los Angeles.
I miei pomeriggi passavano così, tra giri con i miei amici artisti oppure a scrivere Vita da colorare, il che era molto bello. Ma c'era qualcosa che stava per arrivare.
5- La solitudine bruciata
La solitudine era un tema fisso nella mia mente. Sarei stato volentieri da solo per un po', ma ho sempre avuto paura che il mondo mi rilanciasse indietro. Ma ripensandoci credo di essere già stato solo senza rendermene conto. Il mondo ti manipola come se stessi veramente in mezzo a tutti, ma sei solo dentro, sei solo davvero. Ho sentito musica, letto libri, ma niente sulla solitudine è veramente onesto. La mia vita è sempre stata un mare di falsità, amici che vanno e che vengono, ma che non ci sono mai stati. Voglio andare via e capire se ci sono stato sul serio, vorrei sentire qualcuno che mi cerca, qualcuno che mi desidera.
Essere soli non è mai bello. Soli veramente. Ho ascoltato Rocketman di Elton John un sacco di volte in questi momenti, lacrime ecco cosa ho trovato. Non sono mai stato così, adesso sono felice ma solo adesso guardo a cosa sono veramente. Il vuoto. Sono un Rocketman che vaga nel mondo alla ricerca della vera felicità. Vorrei un'amore anche non facile pieno di difficoltà, ma vero.
Vorrei non potermi illudere. Vorrei che tutto fosse più semplice e che le difficoltà sparissero per una volta. Vorrei leggere sul mio corpo i segreti, vorrei aprire una scatola e sentire il profumo di vita, vorrei sentirmi vivo, vorrei trovare un arcobaleno di sogni, vorrei scalare i desideri.
Forse sto solo delirando, ma mi manca qualcosa, mi manca l'amore, degli amici e quello vero e puro. Il mondo è privo di queste cose ormai, non ci crede più nessuno.
Prendo sempre una bottiglia di whisky in questi casi. Bevo e non ci penso più. Ma adesso voglio pensare, capire perché sono così debole, perché così veramente solo.
Ho voglia di sorridere ma non ci riesco, non so neanche perché.
I colori non sembrano più caldi e il freddo cala nella mia mente.
Se penso adesso potrei trovare persone che sono davvero mie amiche, ma se guardo prima il vuoto.
Inoltre non ho una relazione seria da sempre, il mio mondo non lo ha mai permesso. A volte ci soffro.
L'America non ha mai offerto uno sfondo per i miei pensieri. Il suo pensiero in generale è folle ma si basa su basi false come lei.
Bere mi rende sempre pensieroso, psichedelico, purtroppo...
Sono andato in un prato mi sono sdraiato e ho guardato il cielo, così scuro e stellato, un mare di piccoli zuccherini su un enorme torta.
Quanto siamo piccoli e insignificanti, ci sono cose che facciamo che fanno davvero schifo, davvero schifo.
Il mio cuore è sempre stato un ammasso di carta mal risposta, dove desideri e necessita non sono mai andati d'accordo. Forse dovrei mettere ordine anche lì.
L'ipod gira, la musica invade la testa, Mick Jagger entra nei miei timpani come si sentisse a casa.
Sembro un folle, cappelli sparsi in ogni direzione, barba incolta, bottiglia di whisky in mano, jeans strappati, una scarpa di un colore e una di un altro, che barcollo con l'ipod nelle orecchie verso la metà della disperazione.
Sentimenti che affiorano e volano via. Il tempo sembra non passare mai, le strade sono infinite. Mentre camminavo in questo stato, trovai un posto incredibile, un vecchio canale di scolo, dove alk proprio interno dei ragazzi skeitavano indisturbati. Mi sedetti sul vecchio ponte che passava di sopra, gli osservai per ore. Era fantastico, erano così felici, perfetti, nel predicare la loro arte. Continuavo a bere e a sentire musica, ma le immagini erano sempre chiare e perfette, non crollavo mai, avevo capito cos'era la vera felicità.
Ero tornato a casa e avevo preso il macbook e mi ero messo a continuare il libro, le parole uscivano che era una meraviglia, i ragazzi continuavano a skeitare felici, anche se alcuni curiosi avevano cominciato a osservarmi con divertito sospetto. Ero completamente perso nella scrittura quando un ragazzo si avvicino a me. Era un tipo strano, capelli lunghi, cappellino, faccia poco sveglia e vestiti da skater. Mi si avvicina e mi chiede se sono Jesus Crawford, gli rispondo di sì, lui impazzisce. Cominciamo a parlare, all'inizio sono scocciato, odio che qualcuno mi interrompa mentre sono intento a scrivere, ma questo tipo è sveglio, è incredibile mi conosce alle perfezione e non sconosce solo me. Dice di amare la lettura, anche la scrittura. Parliamo di musica, d'arte, di ragazze, parliamo di tutto. È pazzesco, mi sembra di parlare con un me stesso più giovane e anche più furbo. Trovo assurdo come il parlare con lui avesse spazzato via la depressione da solitudine, era bravissimo, grande amante di Pete Doherty, amava fare skate, per la solitudine del momento.
Si chiamava Kevin, era veramente un grande, dopo quella sera avrei cominciato a frequentarlo seriamente, aveva anche un sacco di amici come lui. Ma neanche lui era la novità più grande.
Quella notte dopo essere tornato a casa mi ero messo di buzzo buono e avevo finito il mio libro.
Avevo stampato il tutto, ed ero pronto a lasciarlo al mio agente, eppure non so neanche perché, accesi un pezzo di carta e diedi fuoco al tutto, a tutto il libro, non so se fosse follia del momento, follia di me, ma era pazzo eppure non mi sembrava di aver perso niente, avevo bisogno di un momento di pausa anche dalla scrittura e questo gesto serviva a farlo capire a tutti, probabilmente anche a me.
Nella mente del demone
Il risveglio è sempre la parte peggiore. Dormi poco. La vita è assolutamente stressante. Voglio dormire ma non posso, le anime chiedono vendetta. Quando non dormo, osservo i miei tatuaggi, chiedo loro cosa pensano di me, nessuna risposta. Ho ucciso cinque persone ieri. Sento ancora le loro grida, poi silenzio. Sai che in realtà non sono ancora completamente morti. Li guardo negli occhi fin quando la pupilla non si dilata. Il sangue che cola giù dalle loro gole, penso che sono una persona ignobile, la cosa non mi tocca, ho perso i sentimenti tempo prima. Non so perché sono vivo, evidentemente, sono una persona che sa sopravvivere. Non credo in dio, sono tutte stronzate per coprire le debolezze dell'uomo e ricavarne qualcosa. Tutti ricaviamo qualcosa, siamo sempre in grado di ricavarne qualcosa, se potessero farci pagare l'aria, lo farebbero. Io uccido, ognuno si trova qualcosa da fare, io uccido, non lo trovo divertente, ma non mi fa neanche ribrezzo. E' come immergersi nelle oscurità dell'oceano, andare sempre più in fondo, sai che non tornerai indietro, non ce la puoi fare. Poi torni su, ma quando sei quasi fuori manca poco, sei all'apice delle forze, raggiungi un orgasmo interiore, sparisce tutto, buio, nefasto, vuoto. Provi questo a uccidere le persone. Non so se ne ho veramente bisogno. Sono ricercato ovunque ma, ho un dono. Non mi prendono non ce la fanno, non sospettano minimamente di me. Sono solo un semplice impiegato in un centro di scommesse. Certo non sono un tipo che passa inosservato, ho tatuaggi su tutte le braccia e sul petto e anche sul collo. Però chi viene a scommettere non ci fa caso. Anche perché io uccido sempre in posti lontani. Ho una casa piccola, impenetrabile, è colorata di blu scuro, molto luminosa. Sto sempre qui sul divano a leggere, oppure guardare la televisione, oppure fare da mangiare. Devo tenere sempre la mente impegnata. Loro mi guardano, sono gli unici a sapere che sono stato io. Uso una maschera. Ma ho gli occhi sempre ben visibili. Voglio che vedano i miei occhi. Voglio che mi maledicano. Non ho paura di essere preso, anzi ne ho ma ho paura ad ammetterlo, se lo facessi non riuscirei a continuare. A volte mi chiedo perché ho cominciato a uccidere. Non mi do molte risposte, odio qualunque ricordo, odio il passato, cerco di comprendere il presente, penso troppo al futuro. Una volta mi sono fermato, non riuscivo a ucciderlo, era lì fermo, e non riuscivo a farlo fuori. Come fai quando è così. Non lo so continuavo a guardarlo, alzavo il coltello e niente. Ad un certo punto mi è salita la rabbia, non deve succedere, rischi di fare errori gravi, ho preso un'ascia che avevano in garage e l'ho colpito in mezzo alla testa, ho fatto un casino perché il sangue è schizzato ovunque. La sera ho pensato tutto il giorno a quello sguardo. Ho capito perché non l'avevo ucciso. Non aveva paura, nessuna. Ero io ad aver paura di lui. Da quel momento non è mai più successo, ma lì ho capito che non ero invulnerabile come credevo. Ora devo risposarmi fermare questo vortice che mi opprime la mente, non lo sopporto più.
Il mattino è più semplice, mi sveglio vado al lavoro e non penso a nulla, solo a osservare lo schifo che mi circonda. Gente che fuma, drogati, oppressi dai debiti, oppressi dalla vita. Famiglie che vanno a rotoli, rapporti tenuti insieme da inutili marmocchi non voluti. Il mondo è carico di odio, l'uomo non è una persona in grado di convivere. Ha bisogno di distruggersi a vicenda, per vedere fino a che punto può arrivare. Io gli do solo una mano.
Parte 2
Silenzio, troppo. Ascolto molta musica, trovo che il silenzio sia fastidioso a volte, non riesco a non pensare se c'è silenzio. Inondo la mia testa di urla strazianti di notte e di giorno. A volte è colpa mia a volte è colpa dei cantanti. C'è sempre poca differenza. L'altro giorno leggevo un articolo su un mio omicidio, un'ennesima scomparsa, i federali non cominciano ancora a collegare le scomparse, ma manca poco. Il mio, non so come chiamarlo, non è un gioco, non è un hobby, è un modo per andare avanti. Presto dovrò usare ancora di più la testa e dovrò limitare al massimo i momenti di silenzio, più si avvicina la paura, più viene fuori la rabbia, più sbaglio, e non sono ammessi errori. Non ho mai amato molto l'amore, si oddio mi piacciono le donne, ma ho perso i sentimenti anche per quello. Al lavoro oggi avrei voluto uccidere una decina di persone e mentre riflettevo sul come fare, un assiduo scommettitore mi si piazza davanti e comincia a urlare che ha perso, ha perso tutto. E lì per lì ho pensato, adesso lo ammazzo. Poi ho pensato no non ha senso buttare via tutto così.
Stasera ho capito che se continuo così non verrò mai preso, devo fare qualcosa di interessante devo uccidere qualcuno difronte ad un poliziotto, o qualcosa in pieno centro città. No, cosa sono diventato non ha senso, non devo pagare pegno in questo modo. Il pensiero di uccidermi, passa soave nella mia testa, c'è un coltello. Come potrei?! Gola? Oppure piano taglio su taglio, per dare alle anime lese, un po' di pace. No voglio lasciare questa melma senza traumi, senza sangue. Una volta sceso al mare gli scogli sono così alti, per giungere nell'acqua senza fare un volo mortale, bisogna scendere come uno scalatore scende da una rupe. Poi è tutto così bello, attacchi il masso al tuo corpo e ti butti in acqua. Scendi, sempre di più, i polmoni cominciano a soffrire, non vedi nulla, e poi arrivano tutte assieme, bianche, e poi c'è lui i suoi occhi. Piangi. Hai ancora paura di quegli occhi, tuo padre, ti guarda ancora, ride sa che dopo il male che ti ha fatto, era normale, ti ha perdonato è ora di rivederlo per chiarire. Ma poi capisci, non c'è un posto per rivederlo, e la tua anima ti lascia mentre il tuo corpo la saluta e si accascia sul fondale. E poi è solo ombra.
Il mattino è più semplice, mi sveglio vado al lavoro e non penso a nulla, solo a osservare lo schifo che mi circonda. Gente che fuma, drogati, oppressi dai debiti, oppressi dalla vita. Famiglie che vanno a rotoli, rapporti tenuti insieme da inutili marmocchi non voluti. Il mondo è carico di odio, l'uomo non è una persona in grado di convivere. Ha bisogno di distruggersi a vicenda, per vedere fino a che punto può arrivare. Io gli do solo una mano.
Parte 2
Silenzio, troppo. Ascolto molta musica, trovo che il silenzio sia fastidioso a volte, non riesco a non pensare se c'è silenzio. Inondo la mia testa di urla strazianti di notte e di giorno. A volte è colpa mia a volte è colpa dei cantanti. C'è sempre poca differenza. L'altro giorno leggevo un articolo su un mio omicidio, un'ennesima scomparsa, i federali non cominciano ancora a collegare le scomparse, ma manca poco. Il mio, non so come chiamarlo, non è un gioco, non è un hobby, è un modo per andare avanti. Presto dovrò usare ancora di più la testa e dovrò limitare al massimo i momenti di silenzio, più si avvicina la paura, più viene fuori la rabbia, più sbaglio, e non sono ammessi errori. Non ho mai amato molto l'amore, si oddio mi piacciono le donne, ma ho perso i sentimenti anche per quello. Al lavoro oggi avrei voluto uccidere una decina di persone e mentre riflettevo sul come fare, un assiduo scommettitore mi si piazza davanti e comincia a urlare che ha perso, ha perso tutto. E lì per lì ho pensato, adesso lo ammazzo. Poi ho pensato no non ha senso buttare via tutto così.
Stasera ho capito che se continuo così non verrò mai preso, devo fare qualcosa di interessante devo uccidere qualcuno difronte ad un poliziotto, o qualcosa in pieno centro città. No, cosa sono diventato non ha senso, non devo pagare pegno in questo modo. Il pensiero di uccidermi, passa soave nella mia testa, c'è un coltello. Come potrei?! Gola? Oppure piano taglio su taglio, per dare alle anime lese, un po' di pace. No voglio lasciare questa melma senza traumi, senza sangue. Una volta sceso al mare gli scogli sono così alti, per giungere nell'acqua senza fare un volo mortale, bisogna scendere come uno scalatore scende da una rupe. Poi è tutto così bello, attacchi il masso al tuo corpo e ti butti in acqua. Scendi, sempre di più, i polmoni cominciano a soffrire, non vedi nulla, e poi arrivano tutte assieme, bianche, e poi c'è lui i suoi occhi. Piangi. Hai ancora paura di quegli occhi, tuo padre, ti guarda ancora, ride sa che dopo il male che ti ha fatto, era normale, ti ha perdonato è ora di rivederlo per chiarire. Ma poi capisci, non c'è un posto per rivederlo, e la tua anima ti lascia mentre il tuo corpo la saluta e si accascia sul fondale. E poi è solo ombra.
Suicide Season
Caffè di mattina, vuol dire che ho dormito troppo. Cavolo di vestiti e come cercare nell'oceano un ago. Alla fine esco sempre con una stupida t-shirt e un paio di jeans rotti, tanto per uno che lavora alla Starbuck's non ci sono molti problemi sull'abbigliamento. Lavarmi i denti stanca quasi più il mio braccio che fare sollevamento pesi. La mattina è sempre così frenetica. Accendo la tv è il massimo che riesco a vedere è un paio di tette coperte che ballano di una poveretta che cerca di convincermi a comprare la sua pedana rilassante, ma vaffanculo. Esco per andare a lavorare e mi accorgo di non avere un centesimo, vado al bancomat per prendere un po' di soldi e lui si mette a ridere, non è divertente. Quando arrivo a quella cavolo di caffetteria e vedo l'enorme massa di clientela che non aspetta altro che rompermi i coglioni decido che quel giorno è un giorno di merda, e la cosa non è positiva perché vuol dire che tutto l'anno è un giorno di merda. Figo. Dopo 8 ore di lavoro ininterrotto decido che è ora di tornare a casa, il mio capo però ha un'altra idea, pulire i cessi, quanto amo quell'uomo. Comincio a pensare che avrei dovuto laurearmi, sono senza soldi, vivo in una casa che è una beffa chiamare casa, lavoro in un locale talmente affollato che mi sembra sempre di lavorare allo stadio prima della partite. Il mio misero stipendio se ne va tra affitto, cibo, tabacco da rollare e qualche film da affittare. E si lo so che lo state pensando, sono uno sfigato del cazzo, avrei dovuto laurearmi l'ho sempre detto. Ma cazzo giocare al computer e uscire con le fighe era molto meglio no? Certo finché non ho avuto 22 anni e non un misero soldo, i miei hanno deciso che dovevo cavarmela da solo e mi hanno mandato a fare un giro, non hanno più riaperto la porta. Non mi sento uno di quei cazzo di incompresi per carità, so perfettamente di essere un fallito anche senza che lo dimostri alla società, insomma che cosa può sperare di fare un poveretto che lavora in una caffetteria tutto il santo giorno, che vive nel peggior quartiere della città dove ci sono più prostitute che donne e più crack che pane. Ma forse ho ancora qualche speranza insomma la mia vita è pur sempre dignitosa non ho bisogno di chiedere prestiti, mi faccio un tatuaggio ogni tanto, dormo sul divano d'accordo..Ok è una poltrona e allora?..Sì la mia vita è uno schifo avete ragione.
Eppure ci sarà un cavolo di motivo per cui debba alzarmi la mattina e andare a lavorare no? No non c'è ed è proprio per questo che ho deciso di andarmene da questo schifo di posto una volta per tutte, il bello è che ho soltanto il mio ultimo stipendio (600 dollari) una maglietta, un paio di jeans e delle Vans che se non fanno la muffa probabilmente si sciolgono, un paio di sigarette rollate e una bici. Ok in bici non posso andare lontano ma probabilmente in autobus sì, su è ora di partire ragazzi, a che scemo, mi chiamo Damien, che nome da sfigato.
Il primo autobus per Louisville è un vero schifo, ore di viaggio dormite in luridi prati, e alla fine mi trovo a vagare nel Kentucky senza una cavolo di meta così a piedi con il mio cavolo di zaino una manciata di dollari e dei capelli che diventeranno rasta talmente sono poco pettinati. Sono a Hodgenville la città che ha dato i natali ad Abramo Lincoln mica uno scemo qualunque. Peccato che in città non ci sia assolutamente niente, solo qualche gadget del vecchio presidente e qualche scemenza per turisti ricchi e stupidi. Dopo aver trovato lavoro al Kentucky Fried Chicken, la catena di pollo fritto più famosa del mondo, affitto un piccolo appartamente scricchiolante a Louisville in uno dei quartieri più vecchi della città. Arrivato esausto dal mio primo giorno di lavoro mi sdraio sul freddo pavimento del mini monolocale che ho affittato, continuo a sentire scricchioli in continuazione ma penso siano i topi e gli altri inquilini, finché un fortissimo rumore dalla parete non mi sveglia di soprassalto dal mio quasi sonno sul lurido pavimento; fortissimi colpi provengono dalla parete che da sull'interno del palazzo, l'unico problema è che l'appartamento di fianco è completamente disabitato. Mi avvicino piano, sono nettamente spaventato ma cerco di trattenere la mia paura per non andare in crisi. Ad un certo punto un terribile suono di lamiere che sfregano mi sfregia i timpani e sono costretto ad accasciarmi a terra. C'è qualcosa di liquido sul pavimento, lo sento sulle labbra un sapore orribile. Mi alzo. Un lago, un fottuto lago di sangue che fuoriesce dalla parete. Svengo. Benvenuti nell'inizio del mio incubo.
E' come svegliarsi in un piscina piena d'aria, sei sospeso ma allo stesso tempo hai l'impressioni di affondare da un momento all'altro. Non so se sono fatto o cosa, non so se sono morto, o se questo è solo un orribile sogno. Ho veramente paura. Non riesco a muovermi. Non sento nulla che non sia dolore o confusione. Ad un certo punto una figura si avvicina verso di me. Cerco di scappare ma niente sono immobile. L'uomo è giovane avrà una ventina d'anni, è ricoperto di tatuaggi e ha i capelli parecchio lunghi. Mi sorride. Sto sudando. Parte In the air tonight di Phil Collins. Ma che cazzo c'entra?!. E lo stronzo continua a ridere, mima il suono della batteria al momento del ritornello esattamente come Tyson in una Notte da leoni. Credo di essere impazzito. Continua a osservarmi e sono sempre più agitato. “ Ciao”. Mi dice ciao cazzo. “ Ma chi cazzo sei ? “. “ Sono semplicemente la tua mente “. Ok sono ufficialmente pazzo. “ Decido io cosa fai, cosa vuoi fare o cosa non vuoi fare, cosa vedi o cosa non vedi, il sangue di prima? Io. I rumori ? Io. Eh già sono completamente magico. Non è una cosa molto divertente perché sono nel tuo corpo di merda, ma bisogna accontentarsi”. Ma secondo voi è normale che io stia parlando con la mia mente? Cioè sono pazzo, sclerato, povero in canna, ma questo cazzo. “ Comunque il mio corpo non fa schifo stronzetto “. “ Certo...Tra l'altro credo di doverti dire perché stai parlando con me. Bé è molto semplice, ho deciso di dare una svolta alla tua vita del cazzo, voglio che tu diventi il miglior uomo di questa fottuta terra, ti darò tutto quello che hai bisogno, intelligenza, bellezza, soldi. Sono senza limiti ricorda “. Ammetto che la cosa mi intriga, ma sono sempre più convinto che questo sia un sogno un maledetto e stranissimo sogno. “ Ok amico piantiamola con le stronzate, su dimostrami che non sto sognando e che puoi farmi diventare come dici. “ “come desideri, chiudi gli occhi”. Appena chiusi gli occhi mi sentii trasportare da un vortice terrificante, era fortissimo e tutto era colorato. Appena gli riapri mi ritrovai sul palco di un concerto di Marlyn Manson. Ero sul palco che saltavo insieme a lui mentre urlava il ritornello di mOBSCENE. Mi butto in mezzo alla folla che mi fece scorrere sulla loro braccia, c'era un rumore assurdo e lui urlava, tutti urlavano e io venivo spinto di qua e di la dalla folla, era completamente assurdo ma sembrava così vero. Quando mi rimisero giù stavano per cominciare a pogare, e io ero in mezzo e quando mi girai per evitare uno spintone, mi trovai difronte la mia famosa mente, rideva come un pazzo: “ Allora che ne dici ti sembra abbastanza realistico?!? “. Cazzo se lo era. Era fantastico. Chiusi di nuovo gli occhi. Quando gli apri lentamente, sentivo di sottofondo Personal Jesus, ero seduto in una sorta di trono, difronte a me c'erano le ragazze più belle che avessi mai visto che mi ballavano davanti, difianco a me la mente. “ Chiamami pure il tuo Gesù personale haha. E questo è solo l'inizio, il mondo sarà nostro, goditi le mie amiche, haha “. Ammetto che la risata era relativamente spaventosa, ma infondo le sue amiche non erano niente male. Un vortice di sensazione che solo la droga sapeva dare mi prese all'improvviso, c'erano luci psichedeliche dappertutto e mi sembrava di essere fortissimo, una nebbiolina era tutta intorno a me, dalla terra spuntavano teste delle persone che più mi avevano maltrattato, le guardavo, godevo nel vederle soffrire. Contemporaneamente a questo mi trovai in bocca la miglior sigaretta rollata che avessi mai fumato, e le ragazze mi sfioravano il corpo in modo incredibile, era un mix di sensi senza precedenti. “ Allora pensi che questo possa soddisfarti? “ Diceva con aria beffarda. “ Sì “. “ Devi solo mettere una firma qui. “. E all'improvviso una cartuccia mi si conficco nel braccio riempendosi di mio sangue e andò ad infilarsi nella stilografica che il mio Gesù personale teneva in mano, in preda all'eccitazione, firmai. Mai chiudere un contratto con il diavolo.
Chiusi un'ultima volta gli occhi. Un altro vortice mi prese e mi porto in un orribile cimitero. Noi non dormiremo mai. Questo urlavano. Dei pazzi esaltati che saltavano davanti a me. Il Diavolo sorrideva davanti a loro. Volevo andarmene non volevo unirmi a loro, ma ormai avevo firmato. All'improvviso un rabbia terribile mi prese, senti le vene pompare e comincia a saltare. Ero diventato suo come lui aveva desiderato, mi aveva tentato ed ero caduto. Ci fu una pausa una lunga pausa, il Diavolo si avvicino a me, mi guardò in faccia e comincia a urlare trasmettendomi una sorta di demone che mi entrò in gola. Vidi che non controllavo più i miei movimenti. Chiusi ancora gli occhi. Cominciai a cadere sentivo che cadevo ma non capivo. Aprì gli occhi. Stavo cadendo sui grattacieli di New York. Non sapevo cosa fare cercavo di divincolarmi di non andare a schiantarmi. Andai dritto contro l'asfalto. Non credevo ai miei occhi. Ero come sospeso ad un centimetro da terra, sotto di me, la mano del Diavolo mi sorreggeva dal terreno.
Scosso e spaventato cominciai a camminare per le strade di New York, ma era come se qualcosa mi stesse guidando, guardai verso l'alto e cominciai a vedere un sacco di corpi che cadevano al suolo, cadevano e si schiantavano tutti per terra, la gente urlava, tantissimo sangue per le strade, macchine distrutte dalla gente che cadeva, ossa, pezzi di carne. Era la scena più terrificante che avessi mai visto, poi apparve lui dietro di me sussurrandomi nell'orecchio solo due chiare parole, Suicide Season, continuava a ripeterle e la gente urlava. Io piangevo non sapevo cosa fare, mi inginocchiai, lui mi mise una mano sulla spalla, i corpi smisero di cadere, la gente non smise di urlare. Era iniziata la stagione dei suicidi.
Mi reggevo a stento in piedi, volevo chiedergli perché, volevo una risposta. Perché tutta quella gente morta? Perché?. Forse non c'era risposta, forse era solo un suo folle desiderio e io ero solo un suo fottuto divertimento. Non lo so...Solo lui poteva darmi una risposta. “ Tu mi hai promesso tante cose, ma se solo un bugiardo, un lurido bugiardo, sei uno schifoso ricattatore!”. “ Calmati respira, dobbiamo parlare di tante cose. Tante cose ti devono essere spiegate, seguimi”.
Mi ritrovai in una stanza completamente vuota e bianca, lui seduto sul suo disgustoso trono, io difronte a lui, sofferente e barcollante in cerca di risposta. “ Oggi è cominciata la stagione dei suicidi. La gente dovrà viaggiare in se stessa per capire se vale veramente la pena di vivere. Se questo santo e irrinunciabile dono non può essere sconsacrato. Guarda l'umanità moderna, l'uomo in preda al consumismo e alla guerra, guarda il dolore che Dio manda all'umanità. Io sono sola la tentazione di uscire da questo vortice di dolore e sofferenza. Sono la loro unica via di uscita dai sensi di colpa che ti corrodono dall'interno. Sono il principe del suicidio, il mastino della salvezza, il tuo Gesù personale, e come Gesù ho bisogno di seguaci per arrivare al mio obbiettivo. Ogni uomo dovrà capire che ci sono solo due vie da prendere. O come me, o fuori di qui. Puoi firmare il contratto o puoi uscire dalla porta sul retro. Il suicidio. E..” “ Questa è follia, tu vuoi creare un tuo esercito personale oppure costringere la gente a suicidarsi, sei solo la versione folle e malvagia di Dio!”. “ No, io faccio capire all'uomo che è meglio cadere nell'inferno con un appoggio che caderci per sempre da soli, il suicidio gli fa passare da un terzo ingresso, un porta che da nell'inferno d'elite, il mio inferno, dove poter scontare la propria pena senza essere distrutti nel profondo, un processo di purificazione più lento ma meno violento, questo è il mio motto. Il mondo ha bisogno di purificazione e il mio unico metodo di purificazione è l'ustione. Ho bisogno di un messaggero terreno che mandi il mio messaggio senza essere identificato come il Diavolo stesso, ho bisogno di qualcuno che incida nel profondo dell'umanità la mia carta bruciata. Quell'uomo sei tu Damien, la persona più neutra che ho incontrato.” “ Ma che diavolo stai dicendo io non mi unirò mai a te alla tua banda di depravati schifosi che usano la scusa della purificazione come pretesto di schifosi omicidi mascherati da suicidi.” “ Ascolta il mio messaggio prima di rifiutare : Hai versato il tuo sangue per miscelarlo con il sangue altrui. Hai ingannato il tuo prossimo per arricchire il tuo ego. Hai valorizzato il terreno per arricchire il tuo conto. Hai fregato le autorità perché le consideri più marce di te. Hai bruciato la tua anima ancora prima che io ti tentassi nel peccato. Hai ucciso il tuo spirito più brutalmente di come avrebbe fatto un serial killer. Hai tagliato la carne come fosse stato un gioco. Hai aperto ferite in tua madre perché pensavi che tutti ti foste dovuto. Hai scagliato la prima pietra come non fossi un peccatore. Brucia nei buchi più bui, oppure apri lo scrigno del nettare dell'immunità di purificazione definitiva. Oppure..sali nel palazzo più vicino guarda in basso, comincia a sudare, conta le gocce che ti cadono dal volto, quando saranno 666, sentirai una mano sulla tua spalla, e due parole Suicide Season, il mio messaggero ti guiderà, guardalo negli occhi, chiudi i tuoi...e lasciati cadere.” Ero completamente immerso nella pioggia ero in silenzio, era come se sentissi di appartenere alla merda più profonda e volevo uscirne, ero un drogato che aveva bisogno di disintossicarsi. “sarò il tuo messaggero, sarò il portatore del tuo messaggio..” “ Che la stagione dei suicidi, abbia inizio, d'ora in poi il tuo nuovo nome, sarà Il portatore di un nuovo orizzonte.”. Chiusi gli occhi. Gli riaprì ero a Londra, da qui sarebbe cominciato il mio nuovo cammino di disintossicazione, ero un subordinato del Diavolo, un messaggero di morte, ero Il portatore di un nuovo orizzonte.” Vidi che sul mio braccio era spuntato un enorme tatuaggio con quel nuovo nome. Mi alzai. Avevo un compito da compiere.
Era nella parte Ovest di Londra nel quartiere di SoHo. Non c'era molta gente per la strada, le persona erano scure in volto, camminavano veloci, forse ancora scosse dalla terribile notizia del telegiornale che aveva annunciato del suicidio di massa avvenuto a New York, seicentosessantasei persone si erano buttate da diversi grattacieli, riempiendo la città di sangue, cadaveri e ossa. Il mondo era scosso e silenzioso. Forse pensieroso. Camminavo lentamente non essendo molto consapevole di quali fossero i punti da cui partire. Dentro di me sentivo qualcosa di terribile muoversi, mi provocava terribile fitte e irrimediabili pause sul ciglio di quella lurida strada. Puttane e vagabondi mi cercavano con lo sguardo e con la voce, cercando di prendermi comunque qualche spicciolo, chi con la pietà, chi con il corpo. Cercavo un segnale un messaggio da cui partire. Niente in città non c'era assolutamente niente era tutto completamente deserto. Ero solo, dolorante e abbandonato nel mio dolore, con un compito da svolgere e nessun indizio da utilizzare. Era come giocare a un gioco senza istruzioni. Poi improvvisamente il dolore allo stomaco si fece insopportabile era completamente rivolto verso destra, capii che stava a indicarmi la direzione da prendere. Seguendo il dolore giunsi a una locanda chiamata il respiro delle maschere; un posto lercio pieno di puttane e disperati. Entrai, l'odore di sigarette e alcool mi corrodeva le mucose nasali. Il barista fece un cenno alle molte persone presenti nel locale, io continuai a seguire il dolore e mi ritrovai sul tetto del palazzo, tutte le persone che erano nel locale mi avevano seguito e mi stavano guardando impazienti di sentire una qualche mia parola. Con il passare dei minuti le persone aumentavano sempre di più e si aggiungevano anche sui tetti dei palazzi difianco a quello dove eravamo giunti. Il dolore diventò insostenibile e spuntò il Diavolo che sembravo vedere solo io, e comincio a parlarmi nell'orecchio sussurrando: “ Guarda e impara”. Apparve all'improvviso anche alla vista delle altre persone e comincio a parlare: “ Uomini, donne e bambini, mi presento alle vostre assetate e sataniche menti, sono colui che dovrebbe farvi peccare, sono colui che dovrebbe dirigervi verso il male, ormai sono solo un peccato veniale. Avete infranto ogni legge e ogni regola senza che io vi guidassi, avete usato il mio nome invano senza esitazione solo per giustificare la vostra perversione, scegliete la via della purificazione con o senza la mia attenzione. Se volete essere miei adepti e soffrire come cani nel cimitero degli immorali firmate il mio contratto, se volete purificarvi e scalare il monte della salvezza lasciate il vostro corpo terreno cadendo nella mia casa dal tetto della vostra.”. Tutta la massa cominciò a muoversi verso i cornicioni dei palazzi come presi da un raptus suicida. All'improvviso parti Stuck in the middle with you degli Stealers Wheel, il diavolo comincio a ballare davanti a me ridendo come un folle, e passando dietro ad ogni persona gli mise una mano sulla spalla e dopo avergli sussurrato nell'orecchio Suicide Season ognuno di loro si buttava e lui sorrideva compiaciuto ballando in questo folle momento. Io cercavo di oppormi di fermarlo ma era come quasi non lo volessi, sapevo che era la gente che si buttava e non lui che li costringeva ma era comunque assurdo. Poi accadde l'impensabile. Un'altra persona apparve. Non era il diavolo. Era in smoking con un sigaro in bocca e degli occhiali da sole stranissimi nonostante fosse giorno. “ Salve, qui qualcuno si sta divertendo senza la mia approvazione. Non mi piace che si giochi a fare i chirurghi plastici del mondo senza chiedere all'esperto dei cambiamenti.”. Il Diavolo sembrava preso da un attacco di rabbia improvvisa. “ Che cosa ci fai qui, questo è il mio gioco, la mia occasione tu non c'entri niente!!” Esclamò con la schiuma alla bocca dalla rabbia. “Mi stai dicendo che in un occasione così perfetta di ribaltamento delle parti non vuoi comprendere Lucifero? Mi deludi profondamente maestro”. La mia mente era completamente in tilt ero spaventato e confuso, secondo le mie credenze Lucifero aveva sempre impersonato il Diavolo stesso, come mai adesso il Diavolo era il suo maestro? Che cosa stava accadendo?. “ Dovresti rispettare il tuo maestro stupido ribelle, tu hai sempre solo pensato a peccare per te stesso divertendoti dei tuoi poteri e della tua perversione, io penso a convertire le persone verso il nostro credo e fargli capire che siamo noi a guidarle e non loro a guidarsi da sole” “Sei solo geloso che sono sempre stato più potente di te fin da quando sono giunto al tuo cospetto, il mio potere è illimitato e la mia capacità di convinzione è nettamente superiore alla tua, e poi guarda come ti sei ridotto a sostituirmi con uno stupido umano”. Ora capisco Lucifero era al mio posto. La situazione si fa critica.
Eppure ci sarà un cavolo di motivo per cui debba alzarmi la mattina e andare a lavorare no? No non c'è ed è proprio per questo che ho deciso di andarmene da questo schifo di posto una volta per tutte, il bello è che ho soltanto il mio ultimo stipendio (600 dollari) una maglietta, un paio di jeans e delle Vans che se non fanno la muffa probabilmente si sciolgono, un paio di sigarette rollate e una bici. Ok in bici non posso andare lontano ma probabilmente in autobus sì, su è ora di partire ragazzi, a che scemo, mi chiamo Damien, che nome da sfigato.
Il primo autobus per Louisville è un vero schifo, ore di viaggio dormite in luridi prati, e alla fine mi trovo a vagare nel Kentucky senza una cavolo di meta così a piedi con il mio cavolo di zaino una manciata di dollari e dei capelli che diventeranno rasta talmente sono poco pettinati. Sono a Hodgenville la città che ha dato i natali ad Abramo Lincoln mica uno scemo qualunque. Peccato che in città non ci sia assolutamente niente, solo qualche gadget del vecchio presidente e qualche scemenza per turisti ricchi e stupidi. Dopo aver trovato lavoro al Kentucky Fried Chicken, la catena di pollo fritto più famosa del mondo, affitto un piccolo appartamente scricchiolante a Louisville in uno dei quartieri più vecchi della città. Arrivato esausto dal mio primo giorno di lavoro mi sdraio sul freddo pavimento del mini monolocale che ho affittato, continuo a sentire scricchioli in continuazione ma penso siano i topi e gli altri inquilini, finché un fortissimo rumore dalla parete non mi sveglia di soprassalto dal mio quasi sonno sul lurido pavimento; fortissimi colpi provengono dalla parete che da sull'interno del palazzo, l'unico problema è che l'appartamento di fianco è completamente disabitato. Mi avvicino piano, sono nettamente spaventato ma cerco di trattenere la mia paura per non andare in crisi. Ad un certo punto un terribile suono di lamiere che sfregano mi sfregia i timpani e sono costretto ad accasciarmi a terra. C'è qualcosa di liquido sul pavimento, lo sento sulle labbra un sapore orribile. Mi alzo. Un lago, un fottuto lago di sangue che fuoriesce dalla parete. Svengo. Benvenuti nell'inizio del mio incubo.
E' come svegliarsi in un piscina piena d'aria, sei sospeso ma allo stesso tempo hai l'impressioni di affondare da un momento all'altro. Non so se sono fatto o cosa, non so se sono morto, o se questo è solo un orribile sogno. Ho veramente paura. Non riesco a muovermi. Non sento nulla che non sia dolore o confusione. Ad un certo punto una figura si avvicina verso di me. Cerco di scappare ma niente sono immobile. L'uomo è giovane avrà una ventina d'anni, è ricoperto di tatuaggi e ha i capelli parecchio lunghi. Mi sorride. Sto sudando. Parte In the air tonight di Phil Collins. Ma che cazzo c'entra?!. E lo stronzo continua a ridere, mima il suono della batteria al momento del ritornello esattamente come Tyson in una Notte da leoni. Credo di essere impazzito. Continua a osservarmi e sono sempre più agitato. “ Ciao”. Mi dice ciao cazzo. “ Ma chi cazzo sei ? “. “ Sono semplicemente la tua mente “. Ok sono ufficialmente pazzo. “ Decido io cosa fai, cosa vuoi fare o cosa non vuoi fare, cosa vedi o cosa non vedi, il sangue di prima? Io. I rumori ? Io. Eh già sono completamente magico. Non è una cosa molto divertente perché sono nel tuo corpo di merda, ma bisogna accontentarsi”. Ma secondo voi è normale che io stia parlando con la mia mente? Cioè sono pazzo, sclerato, povero in canna, ma questo cazzo. “ Comunque il mio corpo non fa schifo stronzetto “. “ Certo...Tra l'altro credo di doverti dire perché stai parlando con me. Bé è molto semplice, ho deciso di dare una svolta alla tua vita del cazzo, voglio che tu diventi il miglior uomo di questa fottuta terra, ti darò tutto quello che hai bisogno, intelligenza, bellezza, soldi. Sono senza limiti ricorda “. Ammetto che la cosa mi intriga, ma sono sempre più convinto che questo sia un sogno un maledetto e stranissimo sogno. “ Ok amico piantiamola con le stronzate, su dimostrami che non sto sognando e che puoi farmi diventare come dici. “ “come desideri, chiudi gli occhi”. Appena chiusi gli occhi mi sentii trasportare da un vortice terrificante, era fortissimo e tutto era colorato. Appena gli riapri mi ritrovai sul palco di un concerto di Marlyn Manson. Ero sul palco che saltavo insieme a lui mentre urlava il ritornello di mOBSCENE. Mi butto in mezzo alla folla che mi fece scorrere sulla loro braccia, c'era un rumore assurdo e lui urlava, tutti urlavano e io venivo spinto di qua e di la dalla folla, era completamente assurdo ma sembrava così vero. Quando mi rimisero giù stavano per cominciare a pogare, e io ero in mezzo e quando mi girai per evitare uno spintone, mi trovai difronte la mia famosa mente, rideva come un pazzo: “ Allora che ne dici ti sembra abbastanza realistico?!? “. Cazzo se lo era. Era fantastico. Chiusi di nuovo gli occhi. Quando gli apri lentamente, sentivo di sottofondo Personal Jesus, ero seduto in una sorta di trono, difronte a me c'erano le ragazze più belle che avessi mai visto che mi ballavano davanti, difianco a me la mente. “ Chiamami pure il tuo Gesù personale haha. E questo è solo l'inizio, il mondo sarà nostro, goditi le mie amiche, haha “. Ammetto che la risata era relativamente spaventosa, ma infondo le sue amiche non erano niente male. Un vortice di sensazione che solo la droga sapeva dare mi prese all'improvviso, c'erano luci psichedeliche dappertutto e mi sembrava di essere fortissimo, una nebbiolina era tutta intorno a me, dalla terra spuntavano teste delle persone che più mi avevano maltrattato, le guardavo, godevo nel vederle soffrire. Contemporaneamente a questo mi trovai in bocca la miglior sigaretta rollata che avessi mai fumato, e le ragazze mi sfioravano il corpo in modo incredibile, era un mix di sensi senza precedenti. “ Allora pensi che questo possa soddisfarti? “ Diceva con aria beffarda. “ Sì “. “ Devi solo mettere una firma qui. “. E all'improvviso una cartuccia mi si conficco nel braccio riempendosi di mio sangue e andò ad infilarsi nella stilografica che il mio Gesù personale teneva in mano, in preda all'eccitazione, firmai. Mai chiudere un contratto con il diavolo.
Chiusi un'ultima volta gli occhi. Un altro vortice mi prese e mi porto in un orribile cimitero. Noi non dormiremo mai. Questo urlavano. Dei pazzi esaltati che saltavano davanti a me. Il Diavolo sorrideva davanti a loro. Volevo andarmene non volevo unirmi a loro, ma ormai avevo firmato. All'improvviso un rabbia terribile mi prese, senti le vene pompare e comincia a saltare. Ero diventato suo come lui aveva desiderato, mi aveva tentato ed ero caduto. Ci fu una pausa una lunga pausa, il Diavolo si avvicino a me, mi guardò in faccia e comincia a urlare trasmettendomi una sorta di demone che mi entrò in gola. Vidi che non controllavo più i miei movimenti. Chiusi ancora gli occhi. Cominciai a cadere sentivo che cadevo ma non capivo. Aprì gli occhi. Stavo cadendo sui grattacieli di New York. Non sapevo cosa fare cercavo di divincolarmi di non andare a schiantarmi. Andai dritto contro l'asfalto. Non credevo ai miei occhi. Ero come sospeso ad un centimetro da terra, sotto di me, la mano del Diavolo mi sorreggeva dal terreno.
Scosso e spaventato cominciai a camminare per le strade di New York, ma era come se qualcosa mi stesse guidando, guardai verso l'alto e cominciai a vedere un sacco di corpi che cadevano al suolo, cadevano e si schiantavano tutti per terra, la gente urlava, tantissimo sangue per le strade, macchine distrutte dalla gente che cadeva, ossa, pezzi di carne. Era la scena più terrificante che avessi mai visto, poi apparve lui dietro di me sussurrandomi nell'orecchio solo due chiare parole, Suicide Season, continuava a ripeterle e la gente urlava. Io piangevo non sapevo cosa fare, mi inginocchiai, lui mi mise una mano sulla spalla, i corpi smisero di cadere, la gente non smise di urlare. Era iniziata la stagione dei suicidi.
Mi reggevo a stento in piedi, volevo chiedergli perché, volevo una risposta. Perché tutta quella gente morta? Perché?. Forse non c'era risposta, forse era solo un suo folle desiderio e io ero solo un suo fottuto divertimento. Non lo so...Solo lui poteva darmi una risposta. “ Tu mi hai promesso tante cose, ma se solo un bugiardo, un lurido bugiardo, sei uno schifoso ricattatore!”. “ Calmati respira, dobbiamo parlare di tante cose. Tante cose ti devono essere spiegate, seguimi”.
Mi ritrovai in una stanza completamente vuota e bianca, lui seduto sul suo disgustoso trono, io difronte a lui, sofferente e barcollante in cerca di risposta. “ Oggi è cominciata la stagione dei suicidi. La gente dovrà viaggiare in se stessa per capire se vale veramente la pena di vivere. Se questo santo e irrinunciabile dono non può essere sconsacrato. Guarda l'umanità moderna, l'uomo in preda al consumismo e alla guerra, guarda il dolore che Dio manda all'umanità. Io sono sola la tentazione di uscire da questo vortice di dolore e sofferenza. Sono la loro unica via di uscita dai sensi di colpa che ti corrodono dall'interno. Sono il principe del suicidio, il mastino della salvezza, il tuo Gesù personale, e come Gesù ho bisogno di seguaci per arrivare al mio obbiettivo. Ogni uomo dovrà capire che ci sono solo due vie da prendere. O come me, o fuori di qui. Puoi firmare il contratto o puoi uscire dalla porta sul retro. Il suicidio. E..” “ Questa è follia, tu vuoi creare un tuo esercito personale oppure costringere la gente a suicidarsi, sei solo la versione folle e malvagia di Dio!”. “ No, io faccio capire all'uomo che è meglio cadere nell'inferno con un appoggio che caderci per sempre da soli, il suicidio gli fa passare da un terzo ingresso, un porta che da nell'inferno d'elite, il mio inferno, dove poter scontare la propria pena senza essere distrutti nel profondo, un processo di purificazione più lento ma meno violento, questo è il mio motto. Il mondo ha bisogno di purificazione e il mio unico metodo di purificazione è l'ustione. Ho bisogno di un messaggero terreno che mandi il mio messaggio senza essere identificato come il Diavolo stesso, ho bisogno di qualcuno che incida nel profondo dell'umanità la mia carta bruciata. Quell'uomo sei tu Damien, la persona più neutra che ho incontrato.” “ Ma che diavolo stai dicendo io non mi unirò mai a te alla tua banda di depravati schifosi che usano la scusa della purificazione come pretesto di schifosi omicidi mascherati da suicidi.” “ Ascolta il mio messaggio prima di rifiutare : Hai versato il tuo sangue per miscelarlo con il sangue altrui. Hai ingannato il tuo prossimo per arricchire il tuo ego. Hai valorizzato il terreno per arricchire il tuo conto. Hai fregato le autorità perché le consideri più marce di te. Hai bruciato la tua anima ancora prima che io ti tentassi nel peccato. Hai ucciso il tuo spirito più brutalmente di come avrebbe fatto un serial killer. Hai tagliato la carne come fosse stato un gioco. Hai aperto ferite in tua madre perché pensavi che tutti ti foste dovuto. Hai scagliato la prima pietra come non fossi un peccatore. Brucia nei buchi più bui, oppure apri lo scrigno del nettare dell'immunità di purificazione definitiva. Oppure..sali nel palazzo più vicino guarda in basso, comincia a sudare, conta le gocce che ti cadono dal volto, quando saranno 666, sentirai una mano sulla tua spalla, e due parole Suicide Season, il mio messaggero ti guiderà, guardalo negli occhi, chiudi i tuoi...e lasciati cadere.” Ero completamente immerso nella pioggia ero in silenzio, era come se sentissi di appartenere alla merda più profonda e volevo uscirne, ero un drogato che aveva bisogno di disintossicarsi. “sarò il tuo messaggero, sarò il portatore del tuo messaggio..” “ Che la stagione dei suicidi, abbia inizio, d'ora in poi il tuo nuovo nome, sarà Il portatore di un nuovo orizzonte.”. Chiusi gli occhi. Gli riaprì ero a Londra, da qui sarebbe cominciato il mio nuovo cammino di disintossicazione, ero un subordinato del Diavolo, un messaggero di morte, ero Il portatore di un nuovo orizzonte.” Vidi che sul mio braccio era spuntato un enorme tatuaggio con quel nuovo nome. Mi alzai. Avevo un compito da compiere.
Era nella parte Ovest di Londra nel quartiere di SoHo. Non c'era molta gente per la strada, le persona erano scure in volto, camminavano veloci, forse ancora scosse dalla terribile notizia del telegiornale che aveva annunciato del suicidio di massa avvenuto a New York, seicentosessantasei persone si erano buttate da diversi grattacieli, riempiendo la città di sangue, cadaveri e ossa. Il mondo era scosso e silenzioso. Forse pensieroso. Camminavo lentamente non essendo molto consapevole di quali fossero i punti da cui partire. Dentro di me sentivo qualcosa di terribile muoversi, mi provocava terribile fitte e irrimediabili pause sul ciglio di quella lurida strada. Puttane e vagabondi mi cercavano con lo sguardo e con la voce, cercando di prendermi comunque qualche spicciolo, chi con la pietà, chi con il corpo. Cercavo un segnale un messaggio da cui partire. Niente in città non c'era assolutamente niente era tutto completamente deserto. Ero solo, dolorante e abbandonato nel mio dolore, con un compito da svolgere e nessun indizio da utilizzare. Era come giocare a un gioco senza istruzioni. Poi improvvisamente il dolore allo stomaco si fece insopportabile era completamente rivolto verso destra, capii che stava a indicarmi la direzione da prendere. Seguendo il dolore giunsi a una locanda chiamata il respiro delle maschere; un posto lercio pieno di puttane e disperati. Entrai, l'odore di sigarette e alcool mi corrodeva le mucose nasali. Il barista fece un cenno alle molte persone presenti nel locale, io continuai a seguire il dolore e mi ritrovai sul tetto del palazzo, tutte le persone che erano nel locale mi avevano seguito e mi stavano guardando impazienti di sentire una qualche mia parola. Con il passare dei minuti le persone aumentavano sempre di più e si aggiungevano anche sui tetti dei palazzi difianco a quello dove eravamo giunti. Il dolore diventò insostenibile e spuntò il Diavolo che sembravo vedere solo io, e comincio a parlarmi nell'orecchio sussurrando: “ Guarda e impara”. Apparve all'improvviso anche alla vista delle altre persone e comincio a parlare: “ Uomini, donne e bambini, mi presento alle vostre assetate e sataniche menti, sono colui che dovrebbe farvi peccare, sono colui che dovrebbe dirigervi verso il male, ormai sono solo un peccato veniale. Avete infranto ogni legge e ogni regola senza che io vi guidassi, avete usato il mio nome invano senza esitazione solo per giustificare la vostra perversione, scegliete la via della purificazione con o senza la mia attenzione. Se volete essere miei adepti e soffrire come cani nel cimitero degli immorali firmate il mio contratto, se volete purificarvi e scalare il monte della salvezza lasciate il vostro corpo terreno cadendo nella mia casa dal tetto della vostra.”. Tutta la massa cominciò a muoversi verso i cornicioni dei palazzi come presi da un raptus suicida. All'improvviso parti Stuck in the middle with you degli Stealers Wheel, il diavolo comincio a ballare davanti a me ridendo come un folle, e passando dietro ad ogni persona gli mise una mano sulla spalla e dopo avergli sussurrato nell'orecchio Suicide Season ognuno di loro si buttava e lui sorrideva compiaciuto ballando in questo folle momento. Io cercavo di oppormi di fermarlo ma era come quasi non lo volessi, sapevo che era la gente che si buttava e non lui che li costringeva ma era comunque assurdo. Poi accadde l'impensabile. Un'altra persona apparve. Non era il diavolo. Era in smoking con un sigaro in bocca e degli occhiali da sole stranissimi nonostante fosse giorno. “ Salve, qui qualcuno si sta divertendo senza la mia approvazione. Non mi piace che si giochi a fare i chirurghi plastici del mondo senza chiedere all'esperto dei cambiamenti.”. Il Diavolo sembrava preso da un attacco di rabbia improvvisa. “ Che cosa ci fai qui, questo è il mio gioco, la mia occasione tu non c'entri niente!!” Esclamò con la schiuma alla bocca dalla rabbia. “Mi stai dicendo che in un occasione così perfetta di ribaltamento delle parti non vuoi comprendere Lucifero? Mi deludi profondamente maestro”. La mia mente era completamente in tilt ero spaventato e confuso, secondo le mie credenze Lucifero aveva sempre impersonato il Diavolo stesso, come mai adesso il Diavolo era il suo maestro? Che cosa stava accadendo?. “ Dovresti rispettare il tuo maestro stupido ribelle, tu hai sempre solo pensato a peccare per te stesso divertendoti dei tuoi poteri e della tua perversione, io penso a convertire le persone verso il nostro credo e fargli capire che siamo noi a guidarle e non loro a guidarsi da sole” “Sei solo geloso che sono sempre stato più potente di te fin da quando sono giunto al tuo cospetto, il mio potere è illimitato e la mia capacità di convinzione è nettamente superiore alla tua, e poi guarda come ti sei ridotto a sostituirmi con uno stupido umano”. Ora capisco Lucifero era al mio posto. La situazione si fa critica.
Follow the water
Comincia a bere una Jager Bomb. Tutto ti sembrerà più colorato, non sarà più come muoversi nel fumo in attesa di una luce che ti porti via. Ti basterà saltare a ritmo di quelle urla. Il tuo paradiso è come un Warped tour organizzato da Dio. Il tuo cuore batte a ritmo di batteria, il tuo sangue viene pompato nelle vene da un amplificatore. Urla, stoppa il tuo dolore con le corde vocali, falle vibrare fino a spezzarle, per spezzare ogni cosa intorno a te, usa il suono per distruggere la rabbia, il dolore, la guerra. Non avere paura di fuggire, è la risposta ad ogni cosa. Si l'architetto del tuo mondo. Respira..Piano..Poi veloce. Manda in panne il tuo cervello, anche lui deve disintossicarsi. Immergiti. Per sempre. Non uscire finché non ti senti scoppiare. Guarda il mondo dal fondo di una vasca. Non perderti quelle luci psichedeliche che solo la vita ti può dare. Sei un Clown o sei la verità? Solo l'immergerti nella tua mente ti può dare la risposta. E' come andare dall'Australia all'Inghilterra in pochi millisecondi. Tu sei un elastico, sempre molle, mai usato, tendilo per la prima volta. I libri che ci sono nella nostra mente sono sempre meno sfogliati, sono sempre meno caricati di informazioni che dovrebbero arricchire la nostra conoscenza, invece il mondo vuole farci marcire con lui, impedisciglielo. Ora Esci dall'acqua. Respiro affannoso. La prima cosa che ti verrà in mente sarà sicuramente un: Cazzo. Non è andando vicino alla morte che la capirai. E' andando vicino alla sua nascita che la scoprirai. La morte serve per farci conoscere noi stessi secondo molti. Allora la conclusione più giusta sarebbe che per sapere chi siamo dovremmo ucciderci. No, dovremmo semplicemente immergerci nella nostra mente e scavare fino a prendere il pesce più grosso. Ogni pesce è un nostro pensiero. Quello che rappresenta noi stessi è il più profondo. Immergiti e lo troverai. Non devi solo arrenderti, la noia è rappresentata dalla monotonia, il dolore non è monotono, quindi non ti arrendere. I colori sono la tua ragione di vita, l'amore il tuo obbiettivo, la felicità il tuo obbligo. Stop, ricomincia a respirare, piano, solo più piano, ogni secondo, ogni ora, ogni giorno, non è mai finita, ogni secondo, ogni giorno ora, ogni giorno, non è mai finita, ogni secondo, ogni ora, ogni giorno, ogni anno non è mai finita.
giovedì 2 settembre 2010
Tutto ciò che porta soldi è lecito
Ok normalmente questo blog non è un blog dove parlo di problemi o analisi ma semplicemente un blog dove scrivo i miei pensieri e le minchiate che mi passano per la testa belle o logiche che siano non me ne frega assolutamente niente. Oggi invece voglio pormi alcune domande. Ultimamente stavo ascoltando un po' di rapper di ogni tipo, ho imparato a conoscere diversi stili di vita molto particolari e strani. Questi grossi ragazzoni neri come la pece, ricoperti di gioielli scintillanti assolutamente di poco gusto. Una quantita industriale di tatuaggi strani e indistinguibili sulla pelle scura. Mi chiedo se il mostrare la propria o finta ricchezza porti la vera ricchezza. La maggior parte di questi rapper non è nemmeno conosciuta dalla maggior parte della gente apparte qualche raro caso. Ok continuerò il discorso in seguito, intanto vi lascio con Birdman aka Baby e Rick Ross) http://www.youtube.com/watch?v=2I_ymUJbOQ8
mercoledì 1 settembre 2010
Il Mondo che non finisce mai
Piccoli sogni, piccole novità di vita. C'era michael Jackson, c'erano gli Who, c'erano i BMTH. Forse era solo una strada senza vie, forse era solo un bicchiere senza niente da bere, forse eri solo tu, forse eravamo soli, o forse era un forse generale. Corri via non è il tuo turno, non devi morire, era una sera di una prigione o forse non era assolutamente. Svegliati non mangiare giapponese, non bere per vedere più colorato. Era solo la follia del momento erano solo un paio di rapper senza cognizione per lo stile. Erano solo dei tatuaggi, ma forse niente finisce, o forse niente inizia. Voglia una Red Bull per mettermi le ali, per volare fuori dalle palle, per fotografare il vero mondo, per fuggire dal marciume, per immergermi nella purezza, sono indipendente solo mentalmente, o il mondo ha deciso che deve essere così? Non so più niente questa è ricchezza. Sono il Re delle cazzate, sono il prescelto delle sfortune, sono il Dio della forza, sono il disperato della follia. Svegliami. Young money. http://www.youtube.com/watch?v=Ha80ZaecGkQ
Iscriviti a:
Post (Atom)