sabato 23 ottobre 2010

Futuro

Bene, il concorso è terminato un po' di tempo fa e il vincitore è stato informato. Ultimamente non sto scrivendo molto sul blog, ma non sto scrivendo molto in generale. Il mio mondo si sta capovolgendo e rigirando ogni giorno che passa e la scrittura è una fatica che il poco tempo che il mondo ha deciso di offrirmi viene prosciugato via da ciò che la popolazione chiama obbligo. La mia mente non riesce a produrre quando il ritmo diventa frenetico e quando le cose vanno all'apparenza bene la fatica è doppia. Vi lascio con due piccole creazioni che ho scritto nella notte prima di crollare davanti a 1984 di Orwell.

Ho voglia di chiudere gli occhi per sempre. Dormire per un tempo indefinito. Chiudermi nel silezio di sogni irrealizzabile. Nei colori di ambienti da cristalli. Acqua sul volto per far scivolare lentamente l'oblio della notte. Capelli di vita propria che lentamente scivolano sulla pelle. Musica e finestrino. N.E.R.D nelle orecchie, ricordi e film nella mente. Volgarità che scappano via per incomprensioni di paesi. Scuola, 6 ore di cultura trasformate in minuti di caos e perdita. Scoprire che si è troppo soli.

Stanotte sono scoppiato sono impazzito mi sono lasciato trasportare non ho voluto respirare non ho voluto la punteggiatura voglio solo un viaggio folle all'interno della mia mente. Lasciati andare sciogliti, su vuoi nuotare o vuoi volare ?. Sei solo un fottuto panino o un surrogato della società. Non cadere nel pozzo della banalità. Soldi. Baby don't hurt me don't hurt me no more. Discoteca anni 90. Successi alla Media shopping. Striscie di cocaina che volano via come mutande delle puttane. Un ballo sfrenato verso lo sfruttamento della società. Nirvana dei sensi, Nirvana nelle orecchie. Corde tirate allo sfinimento. Fucili puntati al volto. Salti dal balcone progettati. Un saluto di sfuggita al paradiso un drink al purgatorio e giù all'Inferno a fare i penitenti del cazzo. Un po' come la roulette russa un po' come Kurt Cobain un po' come Michael Jackson. La cecità. Mi basta l'udito posso scrivere ad occhi chiusi. Voglio urlare fino a morire come Orlando. Mi sono seppelito vivo. E allora urliamo
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa. Dstop alla prossima.

venerdì 8 ottobre 2010

Chiavi.

Mi chiedo se sia normale capire che il mondo è un incubo e che dobbiamo svegliarci in un modo o nell'altro per scoprire la realtà. Musica forte. Potente. Sulla mia scrivania casse arancioni che pompano note su note, vibrando piano, un movimento quasi impercettibile. Voci di donne stupende. Mappamondo vecchio e impolverato, statuette colorate in un momento di follia, vecchi cartoncini che rappresento una fissa di vecchia data, una libreria impolverata. Fiammiferi, una fissa che fa paura. Narghilè. Bottiglia di Duff vuota. Un modem ricoperto da un sottile strato di tempo. Una web cam che mi fissa inerme. Sound sempre più psichedelico. Una candela che mi sorride piano. Un vico familiare. Una piccola cinquecento. Un cappello grigio che rappresenta l'avvicinarsi dell'inverno. Un pennarellone nero. 1080 HD. Mi basta il mondo così com'è, sporco e chiaro. Ho paura. Ricordi che fanno paura. Un passato che non ne vuole sapere di venire a galla. Paura di venire a contatto con ciò che si è dimenticato. Non ho un talento, ho una perdita. Dicono che i bambini che dicono le bugie migliori siano i più intelligenti. Io credo solo che siano i più deboli. Difenditi, non abbassare la testa come faccio io. Si accaniranno contro quel piccolo cartonato che sei diventato. Non è questioni di mani in testa, è questione di non perdere te stesso. Silenzio. Voglio solo che facciate silenzio. Ora tocca a me urlare, ma non sarà una delle vostre solite urla. Spacchero l'aria in modo che dovrete metterle dei punti. Sputerò al mondo. E poi riabbassero la testa per l'ennesima volta, dicendo che era stato qualcun'altro. Alziamoci in piedi. Piangete perfavore piangete. Non voglio più soffrire. Non voglio più che succeda. Non mi urtare, non mi urtare. Non più. Io invece ho voglia di ribaltare questo pezzo. Così come una calzino. Chi sei per dirmi cosa devo fare? Hai visto cosa mi hai lasciato. Siamo giovani, non dormiamo mai, corriamo liberi, è piano di belle ragazze. Su le mani!. Un tuffo in piscina (non tua) e il mondo vola via. Un viaggio che ti porta via, il vento negli occhi, verdi come smeraldi. Su andiamo. Tutti insieme ululiamo la nostra libertà. Non perdiamola mai. Vi voglio sentire con me. Vi voglio sentire ora. Sto per lanciare un fantastico contest per i miei folli e amanti del caos fan. Sotto questo post, voglio che mettiate un pezzo che esprima la vostra libertà. Chiunque voi siate, non voglio motivazioni ne citazioni. Voglio solo un vento di libertà che porta via. Ovviamente per non deludervi c'è anche un premio. Per il pezzo che reputerò il migliore, oltre a fama eterna e mio massimo rispetto (muhahaha), un pezzo in edizione limitata. Essì xD che potrà leggere solo il vincitore. Avete 10 giorni di tempo da quando questo post sarà pubblicato. Date libero sfogo alla vostra libertà. Boom. Californication è il King della libertà. Trovatene le chiavi. bye bye black bird