mercoledì 17 novembre 2010

Ricordi notte

Le sue labbra. Erano orfane di una sconfitta. La sua lingua era veloce di esperienza, povera di retorica. I suoi occhi non lo erano affatto. Chiaro era il suo volto. Scuro il suo riflesso. Un immersione nella perdita di ciò che più umano non c'è. L'amore. Era solo un desiderio di non essere sconfitti. Poterla osservare. Non era romanticismo da strapazzo. Era il suo violino che suonava la solita vibrante emozionante....e malinconica sinfonia. Una fisarmonica ereditata, un talento mai avuto. Tu che cosa le puoi offrire che non sia talmente di così basso e infimo livello come te?! Il verde del tuo sguardo.

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